L'AGOPUNTURA

Nessuno può negare che l'agopuntura nasce,
si sviluppa e si ispira ancora oggi ai principi di pratica cinese quasi sempre
empirici e poco scientifici. Ci fa riflettere che molte pratiche come lo Yoga,
il training autogeno, la visualizzazione, siano di origine orientale, nate cioè
in luoghi in cui il Cristianesimo è bandito e perseguitato (vedi la Cina) e in
quegli stati in cui il cristianesimo è presente come massima percentuale del
10%. Se a questa percentuale si tolgono i cattolici ed i cristiani non
praticanti, si può facilmente avere un quadro esatto di una scarsa
rappresentanza cristiana.
Detto questo, la domanda che dobbiamo porci è la seguente: l'agopuntura è una
pratica occulta? Rientra nel mondo dello spiritismo, della divinazione, della
cartomanzia, della meditazione trascendentale? Scopriamolo insieme e
prepariamoci congiuntamente a ricevere questa verità. Partiamo dall'origine e
dalla storia dell'agopuntura prestando molta attenzione a ciò che i siti
ufficiali di agopuntura affermano.
ORIGINI E STORIA

Ecco le informazioni trovate in alcuni siti
di internet da me visitati dopo un'analisi avviata con il motore di ricerca
Arianna:
L'agopuntura è una delle cosiddette "medicine alternative o non
convenzionali", nata in Cina alcuni millenni avanti Cristo. Essa è una
medicina che si fonda, come molte medicine orientali, su concezioni di tipo
energetico del Taoismo tradizionale che vedono la vita del mondo e dell'uomo
regolate dai principi contrapposti dello yin e dello yang (bene e male). La
leggenda narra che l'origine di questa medicina empirica nasca dalla miracolosa
guarigione di un guerriero che, afflitto da un forte dolore sciatico, venne
colpito dal nemico in un altro punto del corpo, e il vecchio dolore come per
miracolo scomparve. Da lì iniziò questa medicina empirica, basata cioè
sull'esperienza e sulla sua successiva sistematizzazione, dove aghi, erbe,
massaggio, meditazione, dieta, furono sempre più impostati nell'intento di
mantenere il corpo e la mente in equilibrio. L'agopuntura consiste
nell'introduzione di aghi di lunghezza, diametro, forma della punta e materiali
diversi, in punti specifici del corpo, chiamati appunto punti di agopuntura, da
dove viene percepita una sensazione di calore, intorpidimento o formicolio.
LA TECNICA E IL PRINCIPIO DELL'AGOPUNTURA

LA TECNICA. I trattamenti con agopuntura si basano sull'uso di
punti della pelle nei quali vengono infissi 10 - 20 aghi sterili di acciaio o
altro metallo. Gli aghi sono lasciati per circa venti minuti senza iniettare
alcun farmaco. La puntura di questi punti particolari della pelle mette in moto
dei circuiti energetici che vanno a stimolare particolari zone ed organi del
corpo interessati dalla malattia Le sedute si svolgono in genere una - due
volte per settimana per un ciclo in genere di 10 sedute; i cicli possono essere
singoli o ripetuti nel corso dell'anno (patologie croniche). Agli aghi, una
vola infissi, può essere applicato uno stimolatore elettrico di debole
intensità (elettroagopuntura) o un generatore di calore (moxibustione) secondo
il tipo di patologia.

IL PRINCIPIO. Ecco un'altra informazione attinta da Internet: "L'agopuntura
è un procedimento terapeutico cinese dalle origini antichissime (V millennio a.
C.); nel primo testo che parla dell'agopuntura "Nei Ching So Wen",
l'imperatore giallo viene acculturato dal medico di corte a riequilibrare le
forze opposte per giungere all'equilibrio che esclude le malattie. In sostanza
l'agopuntura si basa sulla tradizione taoista secondo la quale la vita è
un'alternanza di concetti opposti (maschio e femmina, caldo e freddo, Yin e
Yang, bene e male ecc.). È basata sulla suddivisione del corpo in una rete di
14 canali, o meridiani, percorsi dal qi, l'energia vitale distinta in tre
tipologie, nutritizia, ancestrale e difensiva. Il qi, trasmessoci dai genitori,
può essere fortificato con il respiro, l'alimentazione e lo stile di vita. I
punti (ting) su cui l'agopuntura agisce sono individuati sul sistema dei
meridiani, sono diverse centinaia e corrispondono agli organi malati.
Nell'uomo c'è il bene ed il male in equilibrio fra loro? La malattia è dovuta a
questa mancanza di equilibrio nel nostro corpo? Questa è l'origine della
malattia? Credo che la Bibbia non insegni questo. Ad un cristiano che ancora
dei dubbi sull'utilizzo di questa pratica, lo invito a leggere con attenzione,
quello che scrive Margherita Piastelloni, nota agopuntrice italiana,
riconosciuta a livello europeo. Invito il lettore a soffermare la sua
attenzione sulla definizione che la Piastrelloni dà sulla malattia e la salute,
pensiero condiviso in toto da tutti coloro che praticano l'agopuntura. Leggiamo
con estrema attenzione la sua disamina. Mi permetto di sottolineare tutti quei
punti che la Bibbia non solo non condivide, ma condanna come pensiero e pratica
pagana. Al lettore lascio ogni altro commento:
"La salute è l'armonia e l'equilibrio tra le varie componenti
dell'uomo stesso: organi, viscere, tessuti, della sua parte fisica e di
quella mentale e tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda. La malattia, al
contrario, è la rottura di questo equilibrio. Il primo passo verso la malattia
è lo squilibrio energetico: anatomicamente non si riscontra nulla, gli
esami ematologici, radiografici e tutti gli altri sono a posto, ma l'individuo
sta male. La medicina cinese parla di disfunzioni, di impossibilità di
organi e viscere, di energia e sangue, di yin e di yang a svolgere le loro
funzioni. Soltanto particolari metodiche di osservazione (oltre ovviamente
la clinica che la tradizione ha tramandato) compresa l'analisi della lingua o
la palpazione dei polsi, potranno dare una chiave di lettura dei disturbi,
della loro gravità e del loro andamento. Nel tempo, se non si interviene, potrà
sopraggiungere l'alterazione visibile anatomicamente, quantificabile anche con
le metodiche della medicina convenzionale. Alimentazione, agopuntura,
fitoterapia, massaggio tai qi, tutti questi metodi e osservazioni aiutano
l'uomo a mantenersi in equilibrio, in buona salute. Ciò introduce un
secondo elemento di questo pensiero: la prevenzione. Occorre, infatti, curare
la malattia prima che si manifesti. Nei vecchi testi si trova scritto:
"Che importa sedare la rivolta quando è già scoppiata o costruire pozzi
quando già l'acqua manca?". E ancora: "E' sempre troppo tardi per
somministrare farmaci quando la malattia si sia già manifestata". E,
infatti, una corretta alimentazione (vino e tè, si legge negli antichi libri,
sono stati i primi rimedi) che riequilibri i nostri vuoti o i nostri eccessi,
la pratica quotidiana di ginnastiche che rinforzino la nostra energia e la
facciano scorrere meglio nel nostro corpo, l'utilizzo di aghi e rimedi che
aiutino a incrementare le nostre difese, fanno parte di una cultura che da
sempre ha visto la salute come un bene prezioso da accudire e conservare.
Un altro, presupposto di questa medicina è la considerazione dell'uomo nella
sua totalità. L'organismo è un'unità inscindibile, ogni piccola parte, ogni
tessuto, dove ogni organo appartiene al tutto, lo influenza e ne è influenzato.
Inoltre, il disequilibrio di un singolo organo, tessuto, funzione, può essere
la risonanza del disequilibrio in altri organi, o di alterazioni importanti del
mondo emozionale, e comunque l'intero organismo potrà contribuire alla
guarigione. Per questo la salute è l'armonia di tutte le sue parti, tra
l'uomo e l'ambiente che lo circonda: energie cosmiche, rapporti
interpersonali. Fondamentale, inoltre, è la consapevolezza che l'uomo deve
rispondere sempre al cielo e alla terra; l'uomo non è mai un'entità a sé, ma
anche il risultato di ciò che respira e di ciò che mangia. Ogni persona
possiede un corredo energetico personale, conduce una vita diversa da chiunque,
si alimenta e si cura in maniera differente, ha i propri punti deboli, lavora
poco o molto, è più o meno serena. Questo comporta che anche la malattia
che svilupperà, anche se noi "occidentali" la chiamiamo in un modo
identico per tutti, sarà diversa da quella degli altri. Andrà quindi inquadrata
e curata in maniera diversa: "Curiamo il malato, non la malattia".
Quindi, per riportare in armonia l'individuo, dovremo valutare ed intervenire
sui vari aspetti della sua personale malattia. Ci troveremo così ad esempio
a dover diagnosticare ed intervenire su una cefalea che non potrà essere
trattata per tutti allo stesso modo, perché potrà essere stata determinata o da
vuoto energetico (ad esempio cefalea da stanchezza) o di sangue (ad esempio
cefalea post- mestruale) o da vuoto di yin o di yang di rene (peggiora dopo i
rapporti sessuali), o da eccesso di yang (cefalea improvvisa con possibili
disturbi visivi e vertigini), o da eccesso di calore (cefalea pulsante con
sensazione di calore, magari dopo un'arrabbiatura), o da umidità che si
accumula alla testa (cefalea con sensazione di pesantezza), o da ristagno del
cibo (post-abusi alimentari), o da umidità o vento..
Il pensiero orientale riconosce all'interno dell'uomo la presenza di un'essenza
vitale all'origine di tutte le cose della vita stessa, il Qi. Quando la
circolazione di questa energia vitale viene ostacolata, si manifestano le
malattie. I canali energetici lungo i quali scorre il Qi, che alimenta i vari
organi, sono detti meridiani. Lungo i meridiani sono situati i punti di
agopuntura: quelli a cui si ricorre con più frequenza sono più di cinquecento.
L'inserimento di un ago in uno di questi punti stimola l'assorbimento o il
rilascio di energia dell'organo a cui si riferisce, ristabilendo
quell'equilibrio energetico che per la medicina orientale è il presupposto
indispensabile per godere di buona salute.
Dopo un'esposizione così chiara di concetti anti - biblici siamo ancora
favorevoli all'agopuntura? Ribadisco che quanto abbiamo letto è il pensiero
espresso non da un monaco tibetano, ma da una nota agopuntrice.
AGOPUNTURA? NO GRAZIE!

Riassumiamo quanto detto:
1. L'agopuntura serve a riequilibrare le forze opposte
per esclude le malattie. Essa afferma che nell'uomo esiste il bene ed il male
in equilibrio fra loro. Quando quest'equilibrio viene alterato si instaura la
malattia. L'agopuntura, pungendo determinati punti del nostro organismo tende a
ristabilire quest'equilibrio. La Bibbia afferma un concetto totalmente opposto.
La malattia, come il dolore, gli affanni e la morte, iniziarono con la caduta
dell'uomo nell'Eden. Dio non creò l'uomo, perché soffrisse: "Dio vide
tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono" (Genesi 1:31).
Dio creò l'uomo affinché godesse la vita eterna in comunione perenne con Lui,
con la donna e col resto del creato: "Poi Dio il Signore disse: "Non
è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui" (Genesi
21:18). Tutto questo avvenne fino al giorno in cui la creatura voltò le
spalle a Dio, disubbidendo. Prima d'allora vi era un'intima e perfetta comunione
tra la creatura ed il suo Creatore, tanto che il Signore scendeva nel giardino
per incontrare l'uomo: "Poi udirono la voce di Dio il Signore, il quale
camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero
dalla presenza di Dio il Signore fra gli alberi del giardino. Dio il Signore
chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?" (Genesi 3:8,9).
Quest'ultimo, viveva una vita pienamente felice, senza nessuna limitazione o
sofferenza; essendo stato creato in un modo perfetto, aveva inoltre il pieno
dominio su tutte le altre creature. Con l'entrata del peccato le cose
cambiarono, entrò la morte con le sue conseguenze. Tutto il creato fu
sottoposto al giudizio, e l'uomo che era stato la causa di questo cambiamento
perse il suo stato originale divenendo corruttibile e soggetto alla morte. Dio
sentenziò quanto segue: "Ad Adamo disse: "Poiché hai dato ascolto
alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io
ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne
mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà
spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi;mangerai il pane con il sudore del
tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere
e in polvere ritornerai" (Genesi 3:17-19). Il credente come tutti
gli esseri umani è soggetto alla malattia proprio perché riveste un corpo
corruttibile come tutti gli altri uomini. È sicuramente non biblica la tesi di
alcuni che affermano: "Se il cristiano vive una vita di fede, non può
essere colpito dalla malattia e dall'afflizione". Una setta pretende
perfino che, coloro che sono perfetti nella fede, scamperanno alla morte
fisica. Nella Sacra Scrittura non troviamo niente che accrediti queste idee
anzi, troviamo alcuni cristiani fedeli ammalati: Trofimo ammalato a Mileto,
Timoteo spesso soggetto a delle infermità, Epafrodito gravemente ammalato a
Roma. Questa verità era chiara per l'apostolo Paolo il quale spesso ne parla
nelle epistole: "Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme
ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello
Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro
corpo" (Romani 8:22-23). Parlando del corpo dichiara la stessa
verità: "Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di
essere rivestiti della nostra abitazione celeste, se pure saremo trovati
vestiti e non nudi. Poiché noi che siamo in questa tenda, gemiamo, oppressi; e
perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti,
affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita" (2Corinzi 5:2-4).
2. L'agopuntura parte dal presupposto che il nostro
corpo è composto da una rete di 14 canali, o meridiani, percorsi dal qi,
l'energia vitale distinta in tre tipologie, nutritizia, ancestrale e difensiva.
Il qi, trasmessoci dai genitori, può essere fortificato con il respiro,
l'alimentazione e lo stile di vita. I punti (ting) su cui l'agopuntura agisce
sono individuati sul sistema dei meridiani, sono diverse centinaia e
corrispondono agli organi malati. Non sembra tutto questo molto
"fantascientifico?" L'uomo è costituito essenzialmente da anima,
corpo e spirito. In lui non ci sono "percorsi vitali - energia
vitale" e la sua vita spirituale non può essere modificata né con
l'alimentazione, (principio base anche dell'agopuntura come dello Yoga), né con
un diverso stile di vita (tipo salvezza per opere), né con il respiro (vedi
training autogeno o visualizzazione) Romani 11:6: "Ma se è per
grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia"..
L'uomo cambia solo quando incontra Cristo e lo riceve nella sua vita come
personale Salvatore 2Corinzi 5:17: "Se dunque uno è in Cristo, egli
è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate
nuove".
3. L'agopuntura ha uno scopo: "Ristabilire
nell'organismo malato l'equilibrio fra bene e male in modo tale che la malattia
sia vinta". Ecco cosa insegnano: "La malattia è intesa come
sconvolgimento di tale equilibrio, consistente in un'alterazione dei rapporti
fra i due aspetti fondamentali nei quali si esprime l'energia e che
costituiscono anche tutta la realtà in cui l'uomo vive. I Cinesi li chiamano
Yin e Yang: sono due forze di segno opposto dalla cui interazione scaturiscono
tutti gli aspetti della vita. Questo pensiero il cristiano lo aborra,
perché la Bibbia c'informa che a volte è Dio stesso a permettere la malattia
nel credente per un Suo preciso fine che non sempre riusciamo a capire.
Vediamo alcuni casi:
A. Lo fa per rivelarci qualche peccato nascosto. È il caso di Giobbe. Il Signore permise al diavolo
di colpire il suo servo in modo che si rendesse conto del suo peccato di
orgoglio. L'avversario gli tolse tutte le ricchezze, gli distrusse in una sola
e rapida tragedia la famiglia, in seguito attaccò Giobbe nel corpo colpendolo
in maniera tale che tutta la superficie corporea fu piena di ulceri. Questa
prova tanto dura e apparentemente inspiegabile, fu salutare per Giobbe, per la
condizione spirituale: "Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può
impedirti di eseguire un tuo disegno. Chi è colui che senza intelligenza
offusca il tuo disegno? Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; sono cose per me
troppo meravigliose e io non le conosco. Ti prego, ascoltami, e io parlerò; ti
farò delle domande e tu insegnami! Il mio orecchio aveva sentito parlare di te
ma ora l'occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e
sulla cenere" (Giobbe 42:2-6). Questa storia può sembrare troppo
dura, difficile da comprendere, potrebbe "scatenare" una lunga
discussione intorno al mistero della sofferenza. Ma la Parola di Dio non si
discute, si accetta per fede.
B. Dio permette la malattia per prevenire i peccati. Si consideri a tale proposito l'infermità
dell'apostolo Paolo il quale per ben tre volte e chissà con quanto ardore,
pregò di essere guarito . La risposta di Dio fu convincente e chiarificatrice:
"Tre volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; ed egli mi ha
detto: "La mia grazia ti basta" (2Corinzi 12:8,9). Come mai
una tale risposta? È l'apostolo stesso a chiarirlo: "E perché io non
avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una
spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non
insuperbisca" (2Corinzi 12:7).
C. Dio permette la malattia causa del peccato. Accadde a Maria la sorella di Mosè, a Gheazi o ai
credenti di Corinto. Tra i tanti casi ricordati dalla Scrittura, vi è quello di
Davide il quale subì le amare conseguenze dei suoi peccati di cui si era
macchiato. La malattia e la susseguente morte del bambino nato da una relazione
illecita, fu una di queste tristi conseguenze. Davide pregò il Signore affinché
il bambino fosse guarito ma non fu esaudito.

Conclusione
Non ci sorprende sentire di fratelli che si sottopongono all'agopuntura. È
probabile che lo facciano per ignoranza, perché non sono informati. Mi chiedo:
"Ma lo Spirito Santo non fa sentire nei loro cuori tristezza?" Questo
è quanto afferma una sorella nel libro: "Occhi aperti sulle astuzie di
Satana". Le pratiche di agopuntura alle quali questa sorella si
sottoponeva, la facevano stare meglio fisicamente (effetto placebo), ma male -
molto male spiritualmente.
Per queste ragioni, invitiamo i fratelli e le sorelle a non sottoporsi a tali
pratiche, ma a ricorrere alla medicina ufficiale e prima ancora al Signore Gesù
che è lo "stesso ieri, oggi ed in eterno" capace di guarirci o di
darci la forza per affrontare la malattia.