ABUSO DEI METODI DI GUARIGIONE
In molti ambienti si è sviluppato un abuso dei metodi di guarigione, si è andato oltre quello che la Scrittura insegna, utilizzando prassi che non trovano conferma Biblica. Ribadiamo fermamente che il modello della Chiesa apostolica é sempre valido ed ad esso deve far sempre riferimento la Chiesa di ogni tempo, in quanto tutte le pseudo rivelazioni o novità non fanno altro che eludere o scardinare il solido fondamento della Parola di Dio.
IDEE ERRATE SULL'IMPOSIZIONE DELLE MANI
a) Il credente trasmettitore di potenza
Per molti l'imposizione delle mani, va al di là del
segno di fede e di compartecipazione alla sofferenza altrui, perché tale
pratica è considerata un mezzo per trasmettere la potenza guaritrice:
"Quando imponete le vostre mani sui malati nel nome di Gesù,
il potere dello Spirito Santo scorre attraverso le vostre mani sul quel corpo e
la guarigione arriva" (Paul Yonggi
Cho, Vivere con successo E.U.N.
pag.177).
Quelli che accettano quest'idea affermano che la
pratica dell'imposizione delle mani in tutta la Scrittura include il
trasferimento di qualcosa dall'una all'altra parte. Fanno riferimento a
Giacobbe che impose le mani ai nipoti Efraim e
Manasse per trasmettergli la benedizione; a Mosè il
quale con l'imposizione delle mani trasferì a Giosuè la sua autorità.
Per il Nuovo Testamento si richiama ai diversi episodi nei quali Gesù ha compiuto delle guarigioni toccando gli infermi,
affermando che per mezzo del contatto fisico, le virtù guaritrici fluiva dalla Sua persona all'ammalato.
Alcuni testi utilizzati per fare reggere quest'idea
sono i seguenti:
Luca 6:19: "Quelli che erano tormentati da
spiriti immondi erano guariti; e tutta la folla cercava di toccarlo, perché da
lui usciva un potere che guariva tutti".
Luca 8:46: "Ma Gesù replicò: "Qualcuno mi
ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me".
Costoro asseriscono che come la potenza di Dio si trasferiva da Gesù ai malati allo stesso modo perché il potere di Dio
dimora in ogni credente per lo Spirito Santo, tutti i credenti sono in grado di
trasmettere questa potenza di vita ad ogni individuo che necessità della
guarigione.
Lungi da noi il pensiero di negare la virtù sanatrice
che usciva da Cristo, occorre però ricordare qualcosa che costoro dimenticano e
cioè il fatto che Gesù è Dio. Per questo da Lui poteva uscire la virtù e la potenza liberatrice. L'idea del
credente come trasmettitore del potere divino è completamente estranea
all'insegnamento biblico. Infatti, nella Scrittura non
troviamo nessun riferimento a poteri magnetici o psichici che fuoriescono dagli
uomini e favoriscono la salute dei malati. Se così fosse il credente potrebbe
andare in giro imponendo le mani per trasferire lo Spirito Santo in tutti gli
uomini, così potremmo avere finalmente un mondo migliore dove regna l'amore e
la giustizia e dove tutti stanno bene in salute, ma sappiamo
che è una mera utopia.
A riprova di quanto sia inconsistente questa idea basta il considerevole numero
di guarigioni avvenute senza nessun contatto fisico dell'ammalato col Cristo.
Un esempio per tutti, i dieci lebbrosi. In questo caso non c'è stato contatto
fisico, ma pure la guarigione è avvenuta lo stesso perché vi era la condizione
richiesta, cioè la fede che fa sprigionare il potere
di Dio.
In un'altra occasione di guarigione dalla lebbra invece, il Salvatore toccò
l'infermo. Avrebbe potuto sanarlo come negli altri casi senza imporgli le mani,
eppure lo tocca perché Egli non teme il contagio;
testifica in quel modo la Sua superiorità sul potere nefasto della
lebbra.
Inoltre con quel gesto, infuse fiducia nel malato, che forse per la prima volta
dopo la malattia si è sentito amato e compreso da un individuo assolutamente
fuori dal comune modo di essere pieno di bontà e pietà. Il lebbroso
probabilmente sapeva del potere guaritore di Gesù, ma
con quel tocco ne ebbe la certezza così la fede del
malato suffragata dall'azione di Gesù rese possibile
il miracolo.
Questo é un perfetto esempio di quale sia il senso
dell'imposizione delle mani; qui ancora una volta è provato che si tratta di
un'immedesimazione con i mali dell'uomo e non di un mezzo per trasferire il
potere di Dio.
b) Imposizione delle mani come potere sensitivo
Qualcuno falsamente crede che quando s'impongono le mani, lo Spirito Santo
rivela il male da cui è affetto l'infermo: "Poi sperimentai un nuovo
fenomeno. Divenni talmente sensibile che quando imponevo le mani a
qualche malato che non conoscevo, capivo subito che malattia avesse. Per
provare se ciò che sentivo era vero andai in ospedali e ripetei l'esperimento
con tanti malati, dei quali i medici non trovavano la ragione della malattia e
toccando ogni paziente sapevo subito quale organo fosse malato" (John G. Lake, Il deserto
fiorirà).
Tutto questo è tanto lontano dalla Scrittura che ci sembra superfluo
soffermarci a confutarlo. Si vuole soltanto ricordare che in nessun verso si
legge che qualcuno abbia imposto le mani per conoscere la malattia della
persona. Non si vede nemmeno l'utilità di conoscere tutti i dettagli di una
malattia, quando poi manca la fede per ottenere la guarigione da Dio. Si
osservi dalla citazione che il nostro interlocutore non si è preoccupato di
vedere se quanto gli accadesse fosse accertato dalla Scrittura, bensì se quello
strano fenomeno si ripetesse. Di certo, senza paura di sbagliare, possiamo
affermare che tali poteri non provengono sicuramente dallo Spirito di Dio, ma sono dovuti a poteri sensitivi o a poteri connessi con
l'azione diabolica.
DEVIAZIONI DEL DONO DI
GUARIGIONE
Come abbiamo visto nel capitolo precedente
il Signore ha dato alla Chiesa ben nove carismi tra cui quello della
guarigione, intorno a quest'ultimo si sono create
alcune esagerazioni.
a) Potere illimitato di guarire
Erroneamente si pensa che il dono della guarigione sia un potere assoluto e
duraturo dato all'uomo per guarire qualunque malattia. Uno tra i più accaniti
sostenitori di tale errore è un certo Kennet E. Hagin, fondatore di una
delle scuole di guarigione non che, autore di svariati libri sulla guarigione.
Costui ha così definito il carisma delle guarigioni: "Un potere
soprannaturale conferito da Dio a degli uomini chiamati a curare gli
infermi" (R.Tucher R.Hufton,
La Parola che Trasforma, pag. 256).
In uno dei suoi Libri nel raccontare le sue esperienze dichiara
quanto segue: "Dal 1949, tranne che in un'occasione, ogni qualvolta ho
interceduto per i malati, ho sentito i loro stessi sintomi ed essi hanno sempre
ricevuto guarigione. Nell'occasione di cui prima parlavo, Gesù
mi apparve e mi disse: "Io son venuto per
guarirlo ma lui non me l'ha permesso" (Kenneth
E. Hagin, L'arte dell'intercessione, E.P.A., Aversa-
Ce, pag. 2)
Come per gli abusi precedenti anche questo va oltre quello che è l'insegnamento
della Parola. Le Scritture non lasciano minimamente intendere che il dono di
guarigione implichi un potere illimitato di liberare sempre ed ovunque ogni
persona dalla malattia. Se il dono di guarigione fosse
come dicono costoro il potere illimitato di guarire, come mai l'Apostolo Paolo
che certamente era stato usato con questo dono non guarì il caro Trofimo lasciandolo infermo a Mileto?
"Erasto è rimasto a Corinto; Trofimo
l'ho lasciato ammalato a Mileto" (2Timoteo 4:20).
Lo stesso dicasi per l'infermità di Timoteo: "Non continuare a bere acqua
soltanto, ma prendi un po' di vino a causa del tuo stomaco e delle tue
frequenti indisposizioni" (1Timoteo 5:23).
b) Specializzazione del dono di guarigione
Un altro concetto sbagliato sul dono di guarigione è quello della
specializzazione per le guarigioni. Secondo alcuni, siccome il testo parla al
plurale di "doni di guarigioni", tale
carisma deve intendersi come un'unzione particolare per guarire malattie
specifiche. Così stando a quest'interpretazione
dovremmo avere delle persone utilizzate per guarire il cancro, altre per sanare
le malattie del fegato altre per la cecità e così via.
Dennis Bennet, un leader
del movimento carismatico, in merito a questo soggetto così si espresse:
"Non è raro, in questo ministerio, ottenere più risultati nella preghiera per un tipo di malattia piuttosto
che per un altro. Ad esempio un nostro amico possiede un grande
dono per le artriti, un altro per i denti" (Rita & Dennis
Bennet, Lo Spirito Santo e voi, E.U.N.
Marhirolo Varese, pag. 95).
Quando si fa presente che tale idea non è suffragata dalla metodologia della
Chiesa degli Atti, ci si sente rispondere che l'esperienza di ciò è una
conferma in quanto alcuni di quelli che sono utilizzati col carisma della
guarigione ottengono più risultati con certe malattie che con altre. Chi la
pensa in questo modo sottovaluta il fatto che il
miracolo è il risultato dell'azione divina in risposta alla fede di chi
esercita il carisma.
È del tutto comprensibile che chi è usato per una specifica malattia, quale
potrebbe essere un tumore, poi avrà maggior fede la prossima volta quando si
pregherà per qualcuno affetto dallo stesso male. Ma
questo non vuol dire che si sia specializzato per guarire esclusivamente i
tumori. Dalla Scrittura l'Apostolo Pietro, che fu uno dei primi ad essere usato
con questo carisma, non ci appare come uno specialista nella guarigione degli
zoppi, in quanto fu lo strumento usato per altri casi
di guarigioni e perfino nella resurrezione di una credente morta quale era Tabita.
La pluralità del dono va quindi intesa come molteplicità di guarigioni, perché
riguarda tutti i tipi di malattie, e non di diverse
"specializzazioni". A contribuire ad una maggiore confusione intorno
alla guarigione e al modo per riceverla c'è una nuova pratica che ha preso
posto in certe Chiese e cioè quella di proclamare nel
corso delle riunioni le guarigioni che Dio vuole operare e ha operato.
Paul Yonggi Cho, noto predicatore coreano, racconta in un suo libro
come ha scoperto questo nuovo "metodo": "Quando predicavo dal
mio spirito sorgevano visioni di guarigioni... Ora nella mia Chiesa centinaia
di persone ricevono guarigione in questo modo…Così mentre sto in piedi, il
Signore mi mostra le guarigioni che avvengono ed io le proclamo…" (Paul Yonggi Cho,
La quarta dimensione, pag. 49).
Una tale pratica non trova nessuna conferma nel Nuovo Testamento, infatti, non
si legge mai che gli Apostoli nel corso dei loro incontri abbiano dichiarato
quali fossero le malattie che il Signore voleva guarire.
A nostro avviso l'uso di questo metodo più che servire ad incoraggiare la fede
come si vuole far credere, serve solo a suggestionare in un'atmosfera di emotività tanta povera gente che viene così plagiata ed
ingannata. Le varie argomentazioni presentate a sostegno di tale attività vanno
scartate, primo perché non sono suffragate dalla
Parola di Dio, ma anche perché sono il frutto di esperienze soggettive che non
vale la pena nemmeno di riportare.
USO IMPROPRIO DEI METODI "ECCEZIONALI"
Per metodi eccezionali intendiamo tutte
quelle pratiche usate per ottenere guarigioni che non sono esplicitamente
insegnate dalla Sacra Scrittura. Alcune volte è capitato che qualcuno essendo
stato guarito, dopo aver utilizzato per ignoranza uno dei metodi spontanei, è
stato indotto a credere che quel metodo sia valido per ricevere salute fisica.
Questo ha portato tanti ad adoperare pratiche non
Bibliche.
a) Fazzoletti "benedetti"
Uno degli abusi che maggiormente discredita la guarigione divina è l'uso dei
fazzoletti o di altri oggetti simili da trasferire sui malati per essere
sanati. Qualcuno manda in giro pezzi di stoffa sui quali si è pregato con
questo messaggio: "Prendete questa stoffa speciale per una preghiera
miracolosa, mettetela sotto il vostro cuscino e stasera dormiteci sopra, se
preferite potete anche poggiarla sul vostro corpo o su
quello di qualche vostro caro: lenirà ogni dolore fisico. Poi rimandatemela
nell'acclusa busta verde, non trattenetela presso di voi, perché io possa di
nuovo pregarci una notte intera e in tal modo, rinnovare il potere miracoloso
che scaturirà da essa come un fiume" (J. F. Macarthur, I Carismatici, E.C.B., Napoli, pag.150).
Quelli che usano tale "metodo" prendono a sostegno di esso il testo
del Nuovo Testamento, che riporta quanto accadde a Paolo mentre si trovava in
Efeso: "Si mettevano sopra i malati dei fazzoletti e dei grembiuli che
erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti maligni
uscivano" (Atti 19:12).
Prendere questo unico testo a fondamento di una pratica completamente estranea
alla metodologia Neotestamentaria è qualcosa di pericoloso e fuorviante.
Considerando tutto il contesto invece è evidente che
si tratta di un'iniziativa occasionale e spontanea della gente del luogo e non
dell'Apostolo, la quale nel vedere tanti miracoli riteneva Paolo una persona
con un potere magico. Ecco la ragione per cui si appropriarono di alcuni dei
suoi indumenti, pensando che in essi vi fosse qualche
virtù miracolosa. A dileguare ogni dubbio sull'errore di tale uso non solo c'è il fatto che in tutto il Nuovo Testamento non si trova
nessun altro caso dove questo metodo spontaneo sia stato riutilizzato; ma anche
il fatto che sugli indumenti usati non furono fatte delle preghiere. Quello che
determinò i prodigi non furono certamente gli
indumenti, ma la fede anche se cieca di quella gente che produsse i suoi
effetti. Si ricordi inoltre che su questo testo la Chiesa Cattolica ha fondato
il culto lucroso delle reliquie. Nessuno mai potrà smentire i reali miracoli
avvenuti in Efeso, ma occorre precisare che si trattò di metodi
"spontanei" che non possono essere più utilizzati in
quanto non fanno parte di quelli insegnati e praticati dagli apostoli.
PSEUDO-GUARIGIONI
Nel considerare la guarigione divina per evitare ogni fraintendimento ed ogni elemento screditante bisogna precisare che alcune delle guarigioni ritenute opera di Dio non lo sono affatto. In molti ambienti dove si cerca il miracolo a qualunque costo, si verificano pseudo guarigioni, alcuni realizzando in una particolare atmosfera la scomparsa dei sintomi della malattia sono portati a credere di essere guariti mentre si tratta solo di un momentaneo miglioramento. Altri invece affetti da disturbi funzionali dovuti ad alterazioni emotive pensano d'essere stati guariti da chi sa quale grave malattia mentre effettivamente la malattia non esisteva proprio. Senza addentrarci molto in un tale campo vogliamo considerare brevemente alcune di queste pseudo guarigioni.
Guarigione e malattie psicosomatiche
Negli ultimi decenni la medicina moderna ha
scoperto quello che l'antica medicina umanistica sospettava e cioè gli stretti rapporti tra la vita emotiva e psichica e
le funzioni organiche. Si è visto, infatti, che un numero piuttosto cospicuo di
disturbi e di malattie hanno una genesi puramente psicogena
e che nelle stesse malattie determinate da virus o da squilibri ormonali, il
fattore psichico rappresenta molto spesso una componente
di grande rilievo. Un infinito numero di malattie funzionali come: cefalee, tachicardie, disturbi allo stomaco o all'intestino,
ecc., sono addebitabili non ad una causa patogenetica
, bensì ad una alterazione emotiva. Quindi qualora viene
rimossa la causa emotiva o psichica che influisce negativamente sull'organismo
si ottiene un immediato miglioramento fino alla perfetta reintegrazione.
Alcune delle "guarigioni" che avvengono in determinate riunioni di
massa dove viene stimolata eccessivamente l'emotività sono appunto di natura
psicosomatica, in quanto più che guarigione da un male fisico si riceve un
certo beneficio emotivo che determina la scomparsa di qualche disturbo o
malattia funzionale.
Guarigioni sintomatiche e momentanee
Talvolta si verificano
delle "guarigioni" provocate da pressione o manipolazione
psicologiche. Non è raro incontrare persone ingannate da apparenti guarigioni,
che affermano di aver ricevuto guarigione perché sono scomparsi i sintomi del
male che li affliggeva; e poi rivederli dopo poco
tempo a combattere di nuovo con la stessa malattia. Spesso questo si verifica
con conseguenze dolorose per l'organismo.
È capitato per il passato che delle persone, che stavano in cura con un
trattamento farmacologico, avvertendo qualche lieve
miglioramento dopo aver pregato, hanno pensato di essere guarite, interrompendo
così il trattamento con gravi conseguenze per la salute. Tali presunte
guarigioni non sono atti soprannaturali ma il risultato di certe modificazioni
operate dalla suggestione nel sistema nervoso dell'ammalato. La guarigione
divina è completamente diversa da questi ambigui tipi di guarigione, essa è
l'azione miracolosa di Dio che ristabilisce istantaneamente e completamente
ogni ammalato che la realizza per la sola fede.
Oggi bisogna fare attenzione ad alcuni falsi guaritori che con abilità
nell'utilizzo di pratiche ipnotiche e psicologiche, riescono a suggestionare le
persone facendogli credere di essere guarite. Uno di questi così plagia le
persone: "Se dai retta alle tue percezioni
fisiche dirai: "Non ho la guarigione, sto male"; pensando alla Parola
di Dio, dirai: "sono guarito" (Kenneth E. Hagin, la vera fede, E.P.A. pag.5).
La cosa più abietta di questi "guaritori" è che ingannano le persone
facendole sentire in colpa quando scoprono l'amara realtà di non essere guarite
affatto: "Non ti sembra strano, dissi allora, che sintomi e dolori siano
spariti...e che per otto mesi tu non abbia più avuto dolori? Vedi,
il Signore ti ha veramente guarito, ma ora ti dirò esattamente cosa è accaduto:
nel momento in cui hai provato la prima sensazione di dolore nel tuo corpo, hai
detto: "Pensavo di essere guarito, ma ora vedo di no", hai così
aperto la porta al diavolo e gli hai permesso di ritornare" (Kenneth E. Hagin, La vera fede, E.P.A. pag.20).
Quelli che agiscono in questo modo ingannano tanta gente afflitta dalla
sofferenza. Come cristiani impegnati nell'opera di Dio dobbiamo fare attenzione a costoro che si presentano in
veste di pecore, ma sono lupi rapaci, i quali vengono solo per "far
bottino" a danno delle anime sincere.
CONCLUSIONE
Al di là di tutte le possibili deviazioni e concezione umana, la guarigione
divina è una preziosa ed attuale realtà. Cristo Gesù
sulla croce non vinse solo il peccato, ma anche la malattia ed in virtù di
quella vittoria che ogni credente può ottenere la
liberazione dell'infermità. L'Iddio è immutabile ed onnipotente, ha sempre
operato in favore della sua creatura, guarendo in ogni tempo e vuole continuare
a farlo anche ai nostri giorni, verso tutti coloro che
vanno a Lui con fede.
Come si è cercato di dimostrare in questo articolo, come nei precedenti, la
guarigione divina fa parte del piano di redenzione, occorre però puntualizzare
che lo scopo principale di Dio non è tanto la salute fisica, quanto quella
spirituale. Difatti a volte Dio non libera dalla malattia non perché non sia
potente a farlo o perché le Sue promesse non sono più valide, ma solo perché
Egli che vede oltre, ha per ogni individuo un piano perfetto che noi non sempre
comprendiamo. È certamente un errore predicare un messaggio
monco e mancante della verità della guarigione pero è altrettanto un
errore presentare un Vangelo centrato non sul sacrificio e quindi la
redenzione, ma sui miracoli, sulle promesse di prosperità e di benessere anche
fisico presentate dalla Parola di Dio. Da quanto si è visto, in tutta la
Scrittura, viene fuori un equilibrio tra la realtà della salvezza dell'anima e
la guarigione, a volte l'una precede l'altra o viceversa, di sicuro però quello
che è di vitale importanza è la salvezza eterna; in molti casi è stata proprio la guarigione da qualche infermità ad aprire
la strada per condurre le anime a Cristo. Non dobbiamo dimenticare che il
Signore ha promesso di accompagnare la sua Chiesa con i segni ed i prodigi,
anche le guarigioni, per convalidare la veracità del Suo messaggio. Inoltre nel
considerare i vari abusi messi in luce in questo lavoro emerge un monito a
rimanere attaccati alla fedele Parola, rifiutando ogni "novità" che
non ha fondamento biblico, in modo da essere preservati da ogni inganno e
deviazione. In un mondo come il nostro afflitto da tanti mali sia spirituali
che fisici noi vogliamo continuare a proclamare l'intero messaggio della
redenzione, dichiarando con forza che Cristo salva dal peccato e dalla morte
eterna, e libera anche dalla malattia.
Come eredi dell'inestimabile "patrimonio" pentecostale, il nostro
motto ancora oggi vuole continuate ad essere: Gesù
Cristo Salva, Guarisce, Battezza e Ritorna.