World Wide Web

Oggi la vita del credente tende ad essere tecnologicamente ricca, ma
povera di comunione. Il frastuono di internet sembra
soffocare la voce tenue di Dio, la frenetica attività su internet rischia di
isolare dalla vera comunione con Dio e con gli altri. Più si tenta
di comunicare, più si diventa confusi e disorientati. Tanti si affrettano a
controllare la posta elettronica ancor prima di aprire la Bibbia, mentre i
messaggi e le stanze delle chat minacciano di sostituirsi alla riunione di preghiera, alla comunione con la comunità.
Seguire una "chiesa elettronica" su un canale satellitare, scaricare
studi biblici, sermoni e inni con il semplice clic di un pulsante, sono gesti
che possono distogliere dal rispettare l'insegnamento biblico di non
abbandonare "la nostra comune adunanza" per esortarci a vicenda (cfr.
Ebrei 10:25).
Naturalmente non si può, né si vuole disconoscere che proprio grazie ad un sito
web o ad uno scambio di posta elettronica, un sempre maggior numero di persone
riceve l'annuncio dell'Evangelo direttamente a casa sua. Internet,
infatti, ha il potere di condividere le informazioni rapidamente, capillarmente
e talvolta anche discretamente. Internet potrebbe essere visto come uno
strumento di diffusione che permette di "andare in tutto il mondo" ad
annunciare la buona novella, giacché il mondo ha bisogno dell'Evangelo e una
parte di quel mondo è online. Bisogna riconoscere, però, che online si trovano
spesso informazioni spirituali alquanto bizzarre, capaci non solo di fuorviare
un lettore innocente, ma di confondere persino un credente. Basta un rapido
giro sul web per restare attoniti, dal momento che chiunque può pubblicare il
proprio punto di vista su internet, come quasi tutti fanno, senza qualifica o
filtro. In realtà, la tecnologia di internet è in se
stessa moralmente neutrale, senza costituire un particolare valore spirituale o
un pericolo morale, è l'uso che se ne fa che conta. La tecnologia può aiutarmi
a portare il messaggio dell'Evangelo a persone che altrimenti non conoscerei, ma se trascorro tante ore al giorno davanti al
computer, senza combinare nulla di buono sul lavoro, per la famiglia o, ancora
peggio, per il Signore, allora il problema di internet per me esiste.
Chat è davvero utile?

Negli anni Ottanta internet, il sistema di collegamento che
permette la comunicazione diretta tra computer diversi dislocati nel mondo,
progettato inizialmente per trasmettere messaggi militari durante le guerre, ha
avuto un notevole incremento, fino a determinare, negli anni Novanta, la
nascita dell'attuale sistema di navigazione chiamato World Wide Web (www), la
rete globale. Lo sviluppo è stato continuo,
inarrestabile, tanto da rendere internet uno strumento di uso
comune nelle case, un nuovo e potente mezzo di comunicazione di massa. Mano a mano che si perfezionava la capacità di trasmissione di
testi e immagini, sono stati sviluppati anche programmi capaci di far
interagire più persone dalla tastiera del computer, una vera e propria
conversazione in tempo reale tra individui sparsi nel mondo. I programmi
di chat (il nome dato al nuovo sistema deriva dall'inglese e significa
"chiacchierata") sono divenuti sempre più evoluti, fino a consentire
l'utilizzo di webcam, le telecamere di internet che
permettono di vedere il proprio interlocutore sullo schermo del computer. Lo
sviluppo è stato tale che ormai con chat ci si riferisce ad un'ampia gamma di
servizi, alcuni di questi anche piuttosto diversi fra loro, ma tutti con due
elementi in comune: la possibilità di dialogare in tempo reale e quella di
mettere in contatto dei perfetti sconosciuti con estrema facilità, spesso in
forma anonima attraverso l'uso di nickname, di nomignoli. Questi due fattori
hanno permesso che la chat divenisse, soprattutto nel mondo giovanile, un mezzo
per la ricerca di nuove amicizie o avventure di vario genere, e la chatroom, la
"stanza delle chiacchierate", un luogo in cui s'intrecciano relazioni
virtuali, senza sguardi, senza calore umano, soltanto con l'ausilio della
fredda videoscrittura e di ironiche
"faccine", magari nell'attesa di un possibile incontro reale.
L'elettronica è diventata così un mezzo attraverso cui le generazioni di
giovani e adolescenti del terzo millennio concludono
nuove amicizie e intessono legami, finanche sentimentali. I sociologi sono però
in disaccordo tra loro, poiché diversi vedono questo nuovo strumento come
riduttivo delle relazioni interpersonali, capace di causare, specialmente nei
ragazzi, disimpegno, fuga dalla realtà e addirittura
forme di disordine psicologico. Siamo alle solite: tutto ciò che di buono viene inventato per aiutare l'uomo, spinto all'estremo
rischia di finire per danneggiarlo! Non si vuole entrare nel merito che spetta
agli addetti ai lavori, ma come cristiani è bene porsi
una semplice domanda: "È davvero utile chattare?" Non si possono
nascondere le difficoltà che la risposta implica, ma non per questo ci si deve
esimere dal fare delle considerazioni. Innanzi tutto, da un punto di vista
comunicativo non si può certo dire che la chat sia un mezzo completo, anche con
l'utilizzo delle webcam, perché il colloquio rimane sempre distante, separato
dal freddo schermo del proprio computer. Nell'uso quotidiano, la comunicazione non è solo lo scambio di pensieri tra esseri
umani attraverso la parola, la scrittura, le immagini, ma anche attraverso i
gesti, il contatto, per questo le chat sono assolutamente inadeguate. Viene
spontaneo chiedersi dove sia finito il vecchio modo di manifestare i propri
sentimenti con gli amici o verso la persona amata, dove siano le lettere
vergate di proprio pugno. Dio ha dato agli uomini una meravigliosa capacità di
comunicare che non può, e non deve, essere ridotta dall'elettronica. Da un
punto di vista cristiano, l'uso della chat presenta diversi aspetti
inquietanti. Il tempo che i giovani dedicano per "chattare" è spesso
maggiore di quello utilizzato per stabilire una più intima comunione con il
Signore. Dio, che è rimasto all'antica, comunica ancora con l'uomo attraverso
la Sua Parola, la preghiera, l'azione dello Spirito Santo. Così,
quella cameretta segreta che doveva servire a dedicare del tempo alla comunione
con Dio (cfr. Matteo 6:6), sta diventando per
tanti giovani una chatroom che non favorisce minimamente l'incontro con Cristo
Gesù. Le "delusioni telematiche", i risvolti
sentimentali ai quali questo mezzo ci sta abituando sempre di più, non di rado
spingono anche i credenti a deviare dalla fede. Due versi della Bibbia ci
aiuteranno a riflettere:"Ogni cosa mi è lecita,
ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare
da nulla" (I Corinzi 6:12), e "ogni cosa è
lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa
edifica" (I Corinzi 10:23). In ogni scelta e comportamento, tra le cose lecite il credente cercherà sempre le cose utili e quelle
che edificano.
di Pasquale Contrino
Chiacchiere

I pericoli connessi all'uso
indiscriminato ed irresponsabile del web sono ormai notori,
comprese le chat-line, una sorta di universo parallelo nel quale l'anonimato è
d'obbligo, la comunicazione è falsata dal mezzo elettronico ed altissime sono
le probabilità d'infiltrazioni micidiali, pericolose per i minori, ma anche per
i maggiorenni, visto l'elevato numero di matrimoni andati a rotoli a causa di
primi contatti… elettronici. Al fine di ovviare a tutto ciò, si è pensato bene
di creare degli spazi "cristiani" da riservare all'uso esclusivo dei
credenti, per offrire la possibilità di contatti soprattutto fra giovani e
contemporaneamente testimoniare dell'Evangelo sulla rete. La cura,
almeno in questo caso, non è stata certo la migliore, perché tali
iniziative nei fatti si sono risolte, la quasi totalità delle volte,
esclusivamente in contatti fra credenti e non nell'evangelizzazione, con
caratteri che reputiamo non biblici. Si propongono temi e modi desunti dal
mondo esterno, che fra credenti nati di nuovo sono
fuori luogo.
Determinati argomenti frivoli, che occupano buona parte dello spazio e che prima o poi si risolvono in leggerezze per nulla edificanti,
gli amori lungo le vie telematiche sono elettronici anch'essi, sbocciano
davanti ad un video, e con esso si spengono. La rete assicura contatti anonimi
fra giovani appartenenti a diverse denominazioni evangeliche, una nuova forma
di comunicazione che non induce a rapporti rispettosi delle diverse realtà, ma
ad un continuo tentativo d'intromissione nella vita di altre
comunità. Si può non essere d'accordo con usi e dottrine professate da altri,
in determinati casi si deve, questo però non si traduce in un continuo
dibattito, né nel tentativo di emancipare coloro che operano
diversamente.
Le chat-line cristiane sono una sorta di tam-tam telematico che chiama a
raccolta chiunque, per qualunque "evento" di rilievo, che può essere
la riunione del notissimo televangelista finalmente in visita in Italia, oppure
il semplice concerto dal vivo del gruppo musicale cristiano, se non gli
insinuanti inviti a visitare la "mia chiesa perché da noi non è
così": insomma, una sorta di "evangelizzazione
al contrario". Invece di annunciare l'Evangelo a chi non lo ha mai
ascoltato, ci si preoccupa di sottrarre credenti ad altre chiese.
Non è il caso di demonizzare il "mezzo", che presenta indubbi
vantaggi ed utilizzi, ma il "modo" come si utilizza, che non dipende
dai microchip bensì dalla maturità degli utenti. La rete, se utilizzata con
sobrietà, è certamente, al pari dei mass-media tradizionali, giornali, radio e
televisione, un mezzo "planetario" per annunciare l'Evangelo.
I cristiani rigenerati dalla potenza dello Spirito Santo si contraddistinguono
per saggezza e misura: "Per la grazia che m'è stata data, io dico quindi a
ciascuno fra voi che… abbia di sé un concetto sobrio" (Romani 12:3). Essi sono mossi dalla "…sapienza che è da alto… pura… pacifica, mite, arrendevole, piena di
misericordia e di buoni frutti" (Giacomo 3:17).
Ricorda: "In ogni fatica v'è profitto, ma il chiacchierare mena
all'indigenza" (Proverbi 14:23)