Dio è con Noi - Esodo 3:7-12
Con l’aiuto di Dio, stiamo studiando uno
dei libri più potenti dell’Antico Testamento: Esodo. Gli avvenimenti in Esodo
rispecchiano molto gli avvenimenti spirituali dal giorno della nostra salvezza,
e quindi sono da considerare attentamente. Nell’ultimo sermone, abbiamo letto di come Dio apparve a Mosè,
nel pruno ardente. Comandò a Mosè di non avvicinarsi
troppo, e di togliersi le scarpe. Dio è un Dio santo, e l’uomo non può
avvicinarsi a Dio in modo superficiale. Poi Dio si rivelò a Mosè
come il Dio di Abraamo, il
Dio di Isaaco, e il Dio di Giacobbe. Gesù ci spiega il senso di tutto questo nel Nuovo
Testamento, quando spiega che dicendo così, Dio dimostra la realtà della
risurrezione, perché Egli non è il Dio dei morti, ma dei vivi.
Infine, abbiamo visto che quando Mosè capì che era il SIGNORE, si nascose
la faccia, perché aveva paura. L’unico modo di avvicinarci a Dio è con un santo timore di Dio.
Vogliamo riprendere il brano da quel
punto, e tramite questo brano, conoscere meglio il nostro SIGNORE.
Leggiamo i vv.7-12
“7 Il SIGNORE disse: «Ho visto, ho visto l’afflizione del mio
popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano
i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanni. 8 Sono sceso per liberarlo
dalla mano degli Egiziani e per farlo salire da quel paese in un paese buono e
spazioso, in un paese nel quale scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono
i Cananei, gli Ittiti, gli Amorei,
i Ferezei, gli Ivvei, e i Gebusei. 9 E ora, ecco, le grida dei figli d’Israele sono
giunte a me; e ho anche visto l’oppressione con cui gli Egiziani li fanno
soffrire. 10 Or dunque va’; io ti mando dal faraone perché tu faccia uscire
dall’Egitto il mio popolo, i figli d’Israele». 11 Mosè
disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire dall’Egitto i
figli d’Israele?» 12 E Dio disse: «Va’, perché io sarò con te. Questo sarà il
segno che sono io che ti ho mandato: quando avrai fatto uscire il popolo
dall’Egitto, voi servirete Dio su questo monte». 13 Mosè
disse a Dio: «Ecco, quando sarò andato dai figli
d’Israele e avrò detto loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi”, se
essi dicono: “Qual è il suo nome?” che cosa risponderò loro?» 14 Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono».
Poi disse: «Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO
mi ha mandato da voi”». 15 Dio disse ancora a Mosè: «Dirai così ai figli d’Israele: “Il SIGNORE, il Dio
dei vostri padri, il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e
il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi”. Tale è il mio nome in eterno; così
sarò invocato di generazione in generazione. 16 Va’, raduna gli anziani
d’Israele e di’ loro: “Il SIGNORE, il Dio dei vostri padri, il Dio d’Abraamo, d’Isacco e di Giacobbe mi è apparso, dicendo:
Certo, io vi ho visitati, ho visto quello che vi fanno
in Egitto 17 e ho detto: Io vi farò uscire dall’Egitto, dove siete maltrattati,
verso il paese dei Cananei, degli Ittiti, degli Amorei, dei Ferezei, degli Ivvei e dei Gebusei, in un paese
nel quale scorre il latte e il miele”. 18 Essi ubbidiranno alla tua voce e tu,
con gli anziani d’Israele, andrai dal re d’Egitto e gli direte: “Il SIGNORE, il
Dio degli Ebrei, ci è venuto incontro; perciò lasciaci
andare per tre giornate di cammino nel deserto, per offrire sacrifici al
SIGNORE, nostro Dio”. 19 Io so che il re d’Egitto non vi concederà di andare,
se non forzato da una mano potente. 20 Io stenderò la mia mano e colpirò
l’Egitto con tutti i miracoli che io farò in mezzo a
esso; dopo questo, vi lascerà andare. 21 Farò sì che questo popolo trovi favore
presso gli Egiziani e, quando ve ne andrete, non ve ne
andrete a mani vuote; 22 ma ogni donna domanderà alla sua vicina e alla sua
coinquilina degli oggetti d’argento, degli oggetti d’oro e dei vestiti. Voi li
metterete addosso ai vostri figli e alle vostre figlie, e così spoglierete gli
Egiziani».” (Esodo 3:7-22
NRV)
Consideriamo questo brano, con lo scopo
di conoscere meglio Dio e le sue vie. Dio non cambia mai, perciò, quello che
era vero di Dio al tempo di Mosè, è vero ancora oggi.
Leggiamo ancora i vv.7-9
“7 Il SIGNORE disse: «Ho visto, ho visto l’afflizione del mio
popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano
i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanni. 8 Sono sceso per liberarlo
dalla mano degli Egiziani e per farlo salire da quel paese in un paese buono e
spazioso, in un paese nel quale scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono
i Cananei, gli Ittiti, gli Amorei,
i Ferezei, gli Ivvei, e i Gebusei. 9 E ora, ecco, le grida dei figli d’Israele sono
giunte a me; e ho anche visto l’oppressione con cui gli Egiziani li fanno
soffrire.” (Esodo 3:7-9 NRV)
Notiamo ciò che Dio dichiara di Se stesso
e come vedeva gli Ebrei.
Egli dichiara: Ho visto, ho visto: Dio
ripete la parola “visto” due volte, per sottolineare
il fatto che aveva chiaramente visto, e preso nota, della loro situazione. Dio
sa tutto di tutto, però, in questo caso, prese a cuore la situazione degli
Ebrei in modo speciale.
Prima di considerare che cosa aveva visto
il SIGNORE, notiamo che Egli dichiara “ho visto l’afflizione del mio popolo." Dio identifica gli Ebrei come il SUO popolo. Non
diceva questo degli altri popoli della terra. È un privilegio incredibile e
meraviglioso se Dio considera un popolo il SUO popolo. Egli ha una cura
particolare ed eterna verso coloro che Gli appartengono. Gli Ebrei, per libera
scelta di Dio, erano il popolo di Dio. Oggi, chi è in Cristo Gesù fa parte del popolo di Dio.
Che cos’è che il Signore aveva visto
riguardo al suo popolo? Aveva visto la loro afflizione. Aveva udito il grido
che saliva da loro a causa dell’oppressione degli Egiziani. Conosceva i loro
affanni e la loro sofferenza.
Quando la Bibbia dichiara che Dio conosce una
certa situazione, il senso va molto oltre il semplice conoscere
intellettualmente i fatti, perché Dio conosce già tutto di tutto. Invece, quando dice che Dio conosce qualcosa, vuol dire che Egli
sta per prendersi cura di quella persona o popolo, e che ha deciso di agire in
suo favore.
Perciò, quando il
SIGNORE dichiara a Mosè che conosce l’afflizione
degli Ebrei, vuol dire che stava per occuparsi di loro, per liberarli
dall’afflizione.
Il v.8 contiene
una dichiarazione importante; il SIGNORE dichiara: “Sono sceso per liberarlo
dalla mano degli Egiziani e per farlo salire da quel paese in un paese buono e
spazioso". Il SIGNORE dichiara: Sono sceso. Dio dichiara di entrare
personalmente nel mondo per compiere una grande opera.
Molto raramente nella Bibbia, Dio dichiara di venire sulla terra per compiere
un’opera direttamente. Nel caso della liberazione degli Ebrei dall’Egitto, e il
viaggio attraverso il deserto, Dio era venuto personalmente.
Al tempo di Mosè,
il SIGNORE liberò il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto, e li portò nella
terra promessa. In quale altra occasione nella Bibbia e nella storia del mondo
vediamo il SIGNORE stesso scendere sulla terra per liberare il suo popolo?
L’altra occasione in cui il SIGNORE
stesso è sceso per liberare il suo popolo è quando è
sceso nella persona di Cristo Gesù, per liberare il
suo popolo dal peccato, e per condurlo alla terra promessa, il cielo, nella
presenza di Dio per tutta l’eternità. Gli avvenimenti che troviamo in Esodo sono un TIPO dell’opera di Cristo nel compiere la salvezza.
Spesso, leggendo la Bibbia, soprattutto
un avvenimento così grande come l’Esodo, ci viene da pensare che sarebbe stato un grande privilegio poter vedere Dio operare
così grandemente.
Senza dubbio, l’opera di Dio nel liberare
gli Ebrei dall’Egitto fu molto, molto grande. Però, quando consideriamo l’opera
di Cristo nel compiere la salvezza eterna, ci rendiamo
conto che è stata un’opera infinitamente più grande. I benefici della
liberazione dall’Egitto erano benefici temporali e piccoli. I benefici per coloro che fanno parte dell’opera di Cristo Gesù sono benefici eterni e infiniti. Quando leggiamo della
liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, non dimentichiamo la liberazione
ancora più grande, la liberazione dal peccato, per coloro che
vengono salvati per mezzo della fede in Cristo Gesù.
Chi ha ricevuto la salvezza in Cristo Gesù
ha visto, nella propria vita, una liberazione più grande della liberazione
degli Ebrei dall’Egitto. Leggendo di loro, rallegriamoci per la NOSTRA
liberazione.
Tornando ancora al brano, nel v.8 il SIGNORE dichiara che Egli stesso è sceso per liberare
il suo popolo dalla mano degli Egiziani. Poi, nel v.10,
dichiara: “10 Or dunque va’; io ti mando dal faraone perché tu faccia uscire
dall’Egitto il mio popolo, i figli d’Israele». Prima, Dio dichiara che sarà Lui
stesso a liberare il suo popolo. Qui, dichiara che manderà Mosè
per farli uscire dall’Egitto.
C’è una contraddizione? No. La
liberazione dall’Egitto era un’opera di Dio. Però,
come Dio fa volta dopo volta nella Bibbia, opera tramite un uomo, in questo
caso Mosè.
Dio cerca quegli uomini che sono adatti
per essere strumenti nelle sue mani per compiere la sua opera: uomini di fede,
uomini umili, uomini che danno tutta la gloria a Dio.
Quando Dio vuole operare tramite un uomo,
prepara quell’uomo. Abbiamo già visto che per preparare
Mosè per questo incarico,
Dio lo aveva fatto vivere per quarant’anni come
principe in Egitto, e poi per altri quarant’anni come
un semplice pastore di pecore, nel deserto di Madian.
In tutti quegli anni, Mosè non sapeva ciò che Dio
stava facendo. Dio stava preparando il cuore di Mosè,
e stava anche dandogli le esperienze necessarie per poter svolgere questa
missione.
Dio non gli aveva annunciato in anticipo
che tutti quegli anni erano una preparazione per diventare il liberatore degli
Ebrei. Dio sapeva quello che stava facendo nella vita di Mosè,
ma Mosè non lo sapeva!
Molto spesso, le
circostanze nella nostra vita sono strumenti nelle mani di Dio per trasformarci
di più ad immagine di Cristo, e per prepararci per le opere che Dio ha in mente
per noi.
Ricordiamo Efesini
2:8-10.
“8 Infatti è per grazia che siete stati
salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. 9 Non è in
virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10
infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù
per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le
pratichiamo.” (Efesini 2:8-10
NRV)
Dio ha preparato buone opere per ogni
vero credente, ed Egli usa le circostanze della nostra vita per prepararci per
quelle opere, oltre che per conformarci all’immagine di Cristo.
Solitamente, Dio non ci spiega quello che
sta facendo, però, Egli ha il suo piano perfetto. O
che possiamo vivere per fede, fidandoci che Dio sa quello che sta facendo nella
nostra vita! O che possiamo essere strumenti pronti per
qualsiasi cosa Dio voglia fare in noi.
Tornado al brano, Dio si rivela a Mosè, e dichiara di aver visto e udito la situazione del
suo popolo, e che era sceso per liberarli dalla
schiavitù dell’Egitto, per portarli nella terra promessa. Poi, annuncia a Mosè: “10 Or dunque va’; io ti mando dal faraone perché tu
faccia uscire dall’Egitto il mio popolo, i figli d’Israele».
Io ti mando. Dio annuncia a Mosè che stava mandando LUI, Mosè,
al faraone, per comandare al faraone di lasciare uscire gli Ebrei dall’Egitto.
Ricordiamo che quarant’anni
prima, Mosè aveva ucciso un
Egiziano, per salvare un Ebreo. Quindi, aveva avuto a
cuore la situazione degli Ebrei. Però, quando il
faraone aveva cercato di ucciderlo, Mosè era scappato
nel deserto, dove aveva vissuto per quarant’anni.
Ora che Mosè
sente il SIGNORE dire che sta per mandare lui a liberare gli Ebrei:
“Mosè disse a Dio: «Chi sono io per
andare dal faraone e far uscire dall’Egitto i figli d’Israele?»” (Esodo 3:11 NRV)
Mosè chiede: “Chi sono io?" Chi sono io
per un lavoro così difficile, e così importante? Io sono un semplice pastore di
pecore, sono colui che è scappato dall’Egitto quarant’anni fa. Io sono un uomo vecchio,
la mia vita è un fallimento. Chi sono io per avere una responsabilità
così importante? Chi sono io per liberare gli Ebrei dalla schiavitù nel paese
più potente del mondo?
Mosè aveva ragione, in
quanto, la missione a cui Dio lo stava chiamando era una missione
impossibile. Come poteva un uomo solo costringere il faraone a liberare gli
Ebrei dalla loro schiavitù?
Dall’altra parte, se consideriamo gli ottant’anni della vita di Mosè,
era sicuramente lui la persona più adatta al mondo per compiere questa
missione. Dio lo aveva preparato proprio per questo momento. Cresciuto per quarant’anni nel palazzo reale del faraone, era preparato a
presentarsi al faraone. Educato e istruito come un principe di una grande nazione, era preparato per guidare un popolo
numeroso. Dopo quarant’anni nel deserto come pastore,
era ben preparato a guidare gli Ebrei attraverso il deserto. Però,
più di tutte queste cose, era un uomo di fede, infatti, aveva una grandissima
fede in Dio, ed era ubbidiente a Dio. Era un uomo onorevole, con un cuore pieno
di compassione. Quindi, Mosè era molto ben preparato
per questo incarico.
Nonostante la sua preparazione, Mosè si considerava indegno di questo incarico,
perché Mosè era molto umile. Infatti,
spesso i credenti più preparati e qualificati sono i più umili. Al contrario,
spesso, coloro che non sono pronti per un dato ministerio hanno fretta di mettersi in una posizione che
sembra importante.
A proposito, ricordiamo e viviamo la
verità di Romani 12:3.
“Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi
che non abbia di sé un concetto più alto di quello che
deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che
Dio ha assegnata a ciascuno.” (Romani 12:3 NRV)
Gli uomini di Dio nella Bibbia sono stati
uomini umili. Mosè è un grande esempio. Anche l’Apostolo Paolo era un uomo umile. In
1 Corinzi 15, sta parlando delle apparizioni di Cristo dopo la
risurrezione, e dichiara:
“7 Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli
apostoli; 8 e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto; 9 perché
io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo,
perché ho perseguitato la chiesa di Dio. 10 Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho
faticato più di tutti loro; non io però, ma la grazia di Dio che è con me.” (1
Corinzi 15:7-10 NRV)
“A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data
questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo”
(Efesini 3:8 NRV)
Paolo era tra tutti
l’Apostolo più usato da Dio, eppure lui si considerava il minimo fra
tutti i santi. Dio si serve di persone umili. Non
cercate di compiere grandi opere. Cercate d’essere fedele nel piccolo, con umilità. Sarà Dio a scegliere le opere giuste per ciascuno
di noi.
Tornando a Mosè,
la Bibbia ci insegna che Mosè
era l’uomo più umile della terra. Leggiamo questo in Numeri.
“Or Mosè era un uomo molto umile, più di ogni altro uomo sulla faccia della terra.” (Numeri 12:3 NRV)
Essendo l’uomo più umile, egli era stato
scelto da Dio per uno dei lavori più importanti in tutta la storia dell’Antico
Testamento.
Dio è un Dio geloso per la sua gloria.
Dio cerca uomini umili, che poi Lui innalza a suo tempo. In questo modo, è Dio
a ricevere la gloria.
“Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo;” (1 Pietro 5:6 NRV)
In 2 Corinizi,
impariamo che noi siamo vasi di terra, affinché la gloria sia attribuita a Dio.
“5 Noi infatti non predichiamo noi
stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi
ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù; 6
perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che
risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della
gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo. 7 Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di
terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a
Dio e non a noi.” (2 Corinzi 4:5-7 NRV)
Quindi, fra tutte le qualifiche di Mosè, forse la più importante era che lui era un uomo
umile, ed un uomo di fede. Essendo l’uomo più umile al mondo, Mosè fu grandemente innalzato da Dio. Da se stesso, Mosè non si considerava in grado di compiere una missione
così difficile ed importante. Questa era una delle ragioni per cui era l’uomo
giusto.
Essendo sinceremente
umile, e riconoscendo la grandezza, la difficoltà e l’importanza della
missione, Mosè chiese a Dio: “Chi sono io per fare
questo?” Quale fu la risposta di Dio all’obiezione di Mosè?
Leggiamo i vv.11,12
“11 Mosè disse a Dio: «Chi sono io per
andare dal faraone e far uscire dall’Egitto i figli d’Israele?» 12 E Dio disse:
«Va’, perché io sarò con te. Questo sarà il segno che sono io che ti ho
mandato: quando avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, voi servirete Dio su
questo monte».” (Esodo 3:11-12
NRV)
Qui troviamo alcune delle parole più
importanti della Bibbia. Dio dichiara a Mosè: “Va’,
perché Io sarò con te!" O amici, queste parole cambiano tutto! Ciò che è
totalmente impossibile per l’uomo, è possibile a Dio. Quando
Dio è con noi, ogni cosa è possibile.
Nessuno può ostacolare l’opera di Dio,
perciò, quando Dio è con noi, possiamo compiere qualsiasi cosa che Egli ci
comanda da fare. Nulla è impossibile se Dio è con noi.
Nel Vangelo di Marco, i discepoli dicono
a Gesù che la salvezza sembra essere una cosa
impossibile. Notiamo la risposta di Cristo:
“Gesù fissò lo sguardo su di loro e
disse: «Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a
Dio».” (Marco 10:27 NRV)
Tutto è possibile a Dio, e perciò, tutto
è possibile quando Dio è con noi. Nessun comandamento di Dio è impossibile
quando Dio è con noi.
In Filippesi 4
leggiamo:
“Io posso ogni cosa in colui che mi
fortifica.” (Filippesi 4:13
NRV)
Quando Cristo ci fortifica, possiamo fare ogni
cosa. Essendo deboli per la nostra carne, tante cose ci sono completamente
impossibili. Invece, quando Cristo è con noi, e ci fortifica, ogni cosa è
possibile. Qualsiasi cosa Dio ci chiama a fare, possiamo farla, nella sua
potenza, quando Lui è con noi.
E quindi, quando Mosè
riconobbe la sua incapacità di compiere una missione così grande, Dio non gli
rispose cercando di convincerlo di quanto era bravo o ben preparato o forte in
sé, perché quelle cose non sarebbero mai bastate. Invece, Dio rispose
all’obiezione di Mosè dichiarando che il SIGNORE
stesso sarebbe stato con lui. Non serviva altro! Poi, dichiarò a Mosè che quando avrebbe portato gli Ebrei fuori
dell’Egitto, li avrebbe condotti a quella stessa
montagna per adorare Dio. Questo aiutò Mosè ad avere
più fede, e poi, quando arrivò alla montagna con tutti gli Ebrei, diventò un
motivo per avere ancora più fede in Dio per quello che sarebbe avvenuto dopo.
C’è molto altro da scoprire in questo
brano, ma per oggi, concludiamo qua. Ricordiamo le
verità che abbiamo visto in questo brano, perché queste verità sono anche per
noi. Dio è il Dio che vede, e conosce la nostra situazione, se siamo figli
suoi. Egli vede, Egli ode, Egli conosce a fondo la nostra situazione. Egli ha a
cuore la nostra afflizione e la nostra sofferenza. Non solo sa tutto di noi, ma
si prende cura di noi, perché siamo preziosi per Lui, perché per mezzo di
Cristo Gesù, siamo il SUO popolo. Apparteniamo a Dio.
Siamo stati comprati a caro prezzo.
Dio annunciò a Mosè
che Egli era sceso in terra per liberare il suo popolo. Che
privilegio era per gli Ebrei che Dio stesso era sceso per liberarli! Chi è
stato salvato per la fede in Gesù Cristo
ha ricevuto un privilegio ancora più grande. La loro liberazione era temporale,
e solo fisica. Invece, Dio è sceso nella persona di Gesù Cristo per salvarci dal peccato, per una liberazione
eterna, nella presenza di Dio.
Nonostante Dio stesso fosse sceso per liberare il
suo popolo, Egli mandò Mosè dal faraone. L’opera è di Dio, però, Dio si serve degli uomini. Che incredibile privilegio, poter essere uno strumento nelle
mani di Dio. L’opera più semplice nelle mani di Dio è un onore più grande della
più importante opera umana.
Per poter essere strumenti nelle mani di
Dio, dobbiamo avere le due qualità di Mosè: la fede,
e l’umiltà. Quando Mosè udì
il comandamento di Dio, riconobbe che non era in grado di compiere la missione,
perché era un uomo umile; addirittura, Mosè era
l’uomo più umile della terra. Dio cerca chi ha un cuore umile. Infatti, Dio odia chi ha un cuore altero, ma Egli ha cura
degli umili. O che possiamo essere veramente umili!
Quando Mosè vide se
stesso incapace a compiere la missione che Dio l’aveva chiamato a fare, la
risposta di Dio a Mosè fu semplice ma sufficiente,
nonostante la grandezza della missione. La risposta fu: Io sarò con te! Quando Dio è con noi, chi può essere contro di noi? Quando Dio è con noi, possiamo fare qualsiasi cosa che Egli
ci comanda di fare.
O cari, chi è figlio di Dio per mezzo di Gesù Cristo ha la promessa di Dio
che DIO è con noi, e che non ci lascerà e non ci abbonderà. Perciò,
possiamo dire, insieme all’Apostolo Paolo: Io posso ogni cosa in Cristo che mi
fortifica! Dio è con noi, questo ci basta. Non importa
quanto siano grandi le difficoltà, non importa quanto
sia dolorosa l’afflizione, Dio è con noi! Il Creatore di tutto è con noi! Il
SIGNORE dei signori è con noi! Non dobbiamo temere alcuna cosa, perché Dio è
con noi.
Dio volendo, la prossima settimana, continueremo a considerare questo brano. Vogliamo notare in
modo particolare il nome di Dio. Per ora, rallegriamoci, perché siamo il popolo
di Dio, e Dio è con noi!