Combattuto tra due lealtà
Capita che nel corso
della sua vita l'uomo si ritrovi nell'ambito di circostanze, fatti o situazioni
che lo vedono combattuto tra due lealtà. In questi frangenti è costretto
a decidere se essere leale a Dio o all'uomo, sia esso il marito, la moglie, un
amico, un parente, un collega di lavoro.
Famiglia, amicizie ma anche società e costumi culturali portano l'essere umano
a vivere condizioni nelle quali ci si sente quasi come l'uomo che subiva, in
tempi antichi, la pratica medievale dello squartamento. Questa pratica
consisteva nel legare ogni arto dell'uomo ad un cavallo e, al via, i quattro
cavalli avrebbero preso ognuno una direzione diversa con
conseguenze per la vittima abbastanza ovvie.
A volte l'affetto o l'emotività sono forze che, proprio come quei cavalli, tirano
la nostra volontà e ci rimane difficile scegliere la direzione da prendere.
Persino il nostro ego può diventare un cavallo che tira la nostra
volontà lontana da Dio. Ma che si tratti di noi stessi
o che siano gli altri a tirare non ha molta importanza: ciò che è importante
chiedersi è quanta forza questi cavalli esercitino a discapito di Dio
nella nostra vita.
Dio, a differenza delle altre forze, non ci tira a Se; Egli piuttosto ci attira
con legami d'amore: Egli desidera il nostro amore volontario, non costringe e
non obbliga nessuno. Spesso nella Bibbia ribadisce il
fatto che Egli desidera il nostro cuore e non se ne fa nulla della religione o
delle opere legate ad essa.
In Esodo 4 c'è un episodio che potrebbe sembrare di non facile comprensione se
non si valuta nell'intero contesto.
Esodo 4:24-26 Or avvenne che durante il
viaggio nel luogo dov'erano accampati, l'Eterno andò incontro
a Mosè e cercò di farlo morire. Allora Sefora prese una selce tagliente, recise il prepuzio di suo
figlio e lo gettò ai piedi di Mosè, dicendo: "Tu
sei per me uno sposo di sangue!". Così l'Eterno lo lasciò. Allora ella disse: "Tu sei uno sposo di sangue", a motivo
della circoncisione.
La traduzione Ampliata chiarisce meglio ciò che lo scrittore voleva far
intendere:
Esodo 4:24-26 Or avvenne che durante il
viaggio nel luogo dov'erano accampati (il luogo del riposo), l'Eterno andò
incontro a Mosè e cercò di farlo morire (lo fece
ammalare gravemente). (Ora apparentemente lui aveva fallito nel non
circoncidere uno dei suoi figli perchè sua moglie Sefora si opponeva a questo; ma vedendo la vita di Mosè in tale pericolo) Allora Sefora
prese una selce tagliente, recise il prepuzio di suo figlio e lo gettò ai piedi
di Mosè (in modo che il prepuzio toccasse i piedi di Mosè), dicendo: "Tu sei per me uno sposo di
sangue!". Così l'Eterno lo lasciò. Allora ella
disse: "Tu sei uno sposo di sangue", a motivo della circoncisione.
Mosè era stato chiamato da Dio a liberare il popolo
d'Israele. Quand'era giovane aveva tentato con le sue forze fallendo nella sua
impresa, ora Dio era dalla sua parte e nulla lo avrebbe
potuto fermare.
Sefora però non sentiva la stessa chiamata di Mosè e da quello che si evince dalle Scritture, non deve
essere stata d'accordo con il marito quando questi prese
la decisione di tornare verso Egitto.
§P§Sefora era la figlia di Jethro,
un sacerdote. La Bibbia non dice che egli fosse
sacerdote dell'Iddio vivente ma solo che egli era sacerdote in Madian, sacerdote di dèi pagani quindi. Non importa molto
quale fosse il dio che veneravano; è certo però che
non si trattasse dell'Iddio d'Israele e che Sefora
era la figlia di una sacerdote pagano.
Ella era certamente molto legata alla sua terra, alla sua famiglia e alla sua
cultura. Deve aver considerato con molta perplessità la decisione del marito;
fuggito dall'Egitto perchè il Faraone cercava la sua
vita, incompreso dai fratelli mentre cercava solamente di aiutarli, ora voleva
tornare nel luogo dell'ostilità lasciando Madian, il
posto dove aveva trovato una famiglia, un lavoro, dove sicuramente era amato e
stimato. Senza contare la sua età: Mosè aveva quarant'anni quando fuggì dall'Egitto per venire in Madian e la Bibbia dice che per
altri quarant'anni pascolò le pecore di suo suocero.
Quando decise di tornare in Egitto per liberare il suo popolo dalla schiavitù Mosè aveva quindi già ottant'anni.
Non era certo un giovane aitante e Sefora sicuramente
sarà stata contraria. Il Faraone inoltre non era più quello che aveva cercato
di ucciderlo ma il non conoscerlo non gli dava certo una garanzia in più.
Sefora era combattuta. Doveva decidere se ubbidire a
suo marito e a Dio o alla sua religione, al suo popolo.
Esodo 4:25 (...ma vedendo la vita di Mosè in tale pericolo) Allora Sefora
prese una selce tagliente, recise il prepuzio di suo figlio e lo gettò ai piedi
di Mosè
Sefora scelse di seguire il marito. E' triste pensare
come anche Mosè nella sua vita matrimoniale che
durava da ben quarant'anni sia stato combattuto e, poichè sua moglie era contraria, non abbia
circonciso fino a qual momento il figlio.
Era molto importante per un ebreo la circoncisione dei figli maschi: era segno
del patto con Dio e Mosè era un israelita non avrebbe
dovuto esimersi da una cosa così importante.
La Bibbia ci dice che Mosè era l'uomo più mansueto
sulla faccia della terra; probabilmente la sua mansuetudine deve averlo portato
a non prendere posizione e lì, nel luogo del riposo dove erano accampati quasi
si stava giocando la vita.
Sefora comprese la gravità della situazione e
circoncise il figlio. Era lei, in quel momento, a dover piegare le ginocchia.
La sua azione tuttavia fu il risultato della paura e non certo della convizione. Sefora temeva di perdere suo marito: solo per questo ubbidì a Dio.
Nella vita il cristiano non sceglie una sola volta: sicuramente nello scegliere
il messaggio del Vangelo si vive un combattimento; nelle amicizie, in famiglia,
al lavoro, a scuola. Ma anche più tardi, anche
quando la scelta per Dio è stata già fatta, si continua ad essere combattuti
nella quotidianità e si deve scegliere.
Mosè era il rappresentante di Dio: doveva scegliere
di fare la Sua volontà. Noi siamo i rappresentanti di Dio: non si può pensare
di vivere una vita cristiana da qualunquisti o di essere dei moderni filosofi
che vivono e predicano una vita di compromesso tra Dio e il mondo. La Bibbia
dice: "chi porterà il Mio carico?".
L'impegno verso Dio è serio, non c'è spazio per i superficiali.
§P§Sefora circoncise il
figlio e la vita di Mosè fu salva, ma questo non
cambiò le cose. Si può scegliere una volta per Dio e poi tornare sui propri
passi. Mosè era impegnato con Dio, Sefora no; Mosè aveva avuto da Dio il compito di liberare il popolo
d'Israele, Sefora non era molto convinta; Mosè era mosso da un ideale divino, Sefora
era preoccupata dalle questioni pratiche.
Più tardi scopriamo che Mosè
ha continuato da solo il suo viaggio perchè Sefora è tornata a casa.
Esodo 18:5 Jethro
dunque, suocero di Mosè, venne da Mosè
con i suoi figli e con sua moglie, nel deserto dove era accampato, al monte di
Dio.
Qualche volta devi combattere per servire Dio e il combattimento è solitario.
Il posto di Sefora era accanto a suo marito ma lei ha
scelto di tornare a casa. Bisogna continuamente decidere per Dio, nulla è
scontato; ma Sefora ha messo mano all'aratro e poi si
è voltata indietro (Luca 9:62).
Questo non significa che poi non si possa tornare a Dio: Egli è un Iddio di
grazia ed è sempre pronto ad accogliere colui che inciampa.
Alcuni ti sono amici solo quando hai successo. Come la famiglia di Mosè.
Esodo 18:2-12 ...Jethro
dunque, suocero di Mosè, venne da Mosè
con i suoi figli e con sua moglie, nel deserto dove era accampato, al monte di Dio.
Egli aveva mandato a dire a Mosè: "Io Jethro, tuo suocero, vengo da te con tua moglie e i suoi
due figli con lei". Così Mosè uscì ad incontrare
suo suocero, si inchinò e o baciò; si interrogarono a
vicenda sulla loro salute, poi entrarono nella tenda. Allora Mosè raccontò a suo suocero tutto ciò che l'Eterno aveva
fatto al Faraone e agli Egiziani a motivo d'Israele, tutte
le avversità incontrate durante il viaggio, e come l'Eterno li aveva liberati.
E Jethro si rallegrò di tutto il bene che l'Eterno aveva
fatto a Israele, liberandolo dalla mano degli
Egiziani. Quindi Jethro disse: Benedetto sia
l'Eterno, che vi ha liberati dalla mano degli Egiziani
e dalla mano del Faraone, e ha liberato il popolo dal giogo degli Egiziani! Ora
so che l'Eterno è piú grande di tutti gli dei; si,
Egli lo ha dimostrato loro, quando hanno agito orgogliosamente contro
Israele". Poi Jethro, suocero di Mosè, prese un olocausto e dei sacrifici per offrirli a
DIO; e Aaronne e tutti gli anziani d'Israele vennero
a mangiare col suocero di Mosè davanti a Dio.
Il suocero di Mosè visto il
successo di Mosè riconosce che l'Eterno è Dio. Ora
lo sapeva. Prima probabilmente lo avrà criticato e avrà magari compatito la
figlia tornata a casa.
Servire Dio costa. Mosè avrà sofferto la lontananza
della moglie e l'incomprensione della sua famiglia. A volte le persone più
vicine a te non comprendono le scelte che stai facendo. Ma
la persecuzione non è indice della perfetta volontà di Dio.
Alcuni scambiano le avversità e la persecuzione come segnali del loro retto
cammino di fede. In realtà le due cose non sono legate. Forse se sei ripreso e
nessuno ti comprende è perchè effettivamente il tuo
cammino è in ribellione verso Dio e devi ravvederti.
Matteo 10:34-36 Non pensate che io sia
venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada.
Perché Io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio
e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera, e i nemici dell'uomo saranno
quelli di casa sua.
La spada della Parola è quella che divide perchè
cambia la gerarchia delle priorità, divide le motivazioni. Dio
non non desidera certamente che ci sia una guerra
nelle relazioni; Lui ci comanda anzi di onorare padre e madre e di amare il
nostro prossimo; solamente ci mette in guardia perchè
a volte coloro che dovrebbero esserci più vicini sono quelli che non
comprendono.
Essere combattuti tra due o più lealtà è una condizione che spesso ci si
troverà ad affrontare. L'importante è che non ci si faccia tirare dalle
varie forze ma, nonostante a volte il prezzo sia alto,
nonostante costi solitudine e incomprensione, sia Dio la nostra scelta.