CRISTIANI POSSEDUTI ?

Marco 1:21-28:
"Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga,
insegnava. Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro
come uno che ha autorità e non come gli scribi. In quel momento si trovava
nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a
gridare: "Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in
perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!" Gesù lo sgridò, dicendo:
"Sta' zitto ed esci da costui!" E lo spirito immondo, straziandolo e
gridando forte, uscì da lui. E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro:
"Che cos'è mai questo? É un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli
comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!" La sua
fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della
Galilea".
Commento
Capernaum risulta essere una delle poche indicazioni geografiche
specificate da Marco dove Gesù svolse il suo ministerio. Era una città
importante perché era sul transito verso la Siria. Qui c'era un banco della
dogana, dove sedeva Matteo Levi.
Gesù quivi giunto, si diresse verso la sinagoga della città. Come usanza gli
Ebrei si riunivano ogni sabato in un edificio chiamato sinagoga dove venivano
letti i testi sacri. Spesso l'arcisinagogo, colui che presiedeva la riunione,
sceglieva una persona, ritenuta capace, per leggere e spiegare le Scritture.
Gli scribi generalmente occupavano i primi posti. Nel nostro caso Gesù fu
invitato a tale compito. Il testo greco suggerisce l'idea che Gesù cominciò a
predicare fin dal primo sabato che venne a Capernaum e continuò dopo ogni
sabato. Quello che doveva essere un tranquillo sabato, si rivelò invece un
giorno di sorprese nel quale Gesù manifestò la Sua autorità. Egli si mostra fin
dall'inizio come colui che ha "exousia" (diritto ad esercitare
potere; potere di governare; il potere di uno la cui volontà e i cui comandi
devono essere obbediti dagli altri), che é propria di Dio, il comando a cui gli
altri, siano essi demoni, eventi naturali o uomini, devono ubbidire.
Marco fin dall'inizio del suo Vangelo, pone come parola chiave del ministerio
di Gesù, l'autorità: "E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro:
"Che cos'è mai questo? É un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli
comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!" (Marco
1:27).
Un'autorità riconosciuta da tutti, anche se accettata da pochi: "Poi
vennero di nuovo a Gerusalemme; mentre egli passeggiava nel tempio, i capi dei
sacerdoti, gli scribi e gli anziani si avvicinarono a lui e gli dissero:
"Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di fare
queste cose?" (Marco 11:27,28).
Egli agiva e predicava con autorità. Fu per questo motivo che nella sinagoga di
Capernaum la gente restò stupita. Il predicare con autorità e la presenza
stessa di Gesù scatenarono l'aperta ribellione del nemico. Quest'uomo era stato
lì sabato dopo sabato ad ascoltare senza che nulla lo turbasse. La mancanza di
autorità da parte dei diversi predicatori aveva fatto sì che un uomo posseduto
da uno spirito immondo si fosse forse spacciato per uomo pio, religioso. Con
Gesù avvenne il colpo di scena. Il parlare del Signore non ammetteva
possibilità di discussione. Sebbene non provocato direttamente, il demone si
manifestò; non poteva tacere e trattenersi davanti a quella sfida.
È interessante notare che il demone nel suo reagire testimonia due fatti
importanti:
A) Il suo dire, "che c'è fra noi e te", rifletteva
un'espressione già usata nell'Antico Testamento che denotava separazione,
differenti campi di interesse e d'azione: "Eliseo disse al re d'Israele:
"Che ho a che fare con te? Va' dai profeti di tuo padre e di tua
madre!" Il re d'Israele gli rispose: "No, perché il Signore ha
chiamato insieme questi tre re per darli nella mani di Moab" (2Re 3:13).
B) Il demone conosceva Gesù e sapeva che era il Messia. Infatti, la sua
espressione, "il Santo di Dio", poneva l'identità di Gesù oltre la
sfera umana, poiché solo Dio era santo. Probabilmente il tentativo del demone
era quello di fare apparire agli altri che c'era relazione tra lui e Gesù.
Infatti la reazione di Gesù fu quella di zittire il demone e rifiutarne la
testimonianza come anche accadde a Paolo: "Mentre andavamo al luogo di
preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo
l'indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. Costei, messasi a
seguire Paolo e noi, gridava: "Questi uomini sono servi del Dio altissimo,
e vi annunziano la via della salvezza". Così fece per molti giorni; ma
Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: "Io ti ordino, nel nome
di Gesù Cristo, che tu esca da costei". Ed egli uscì in
quell'istante" (Atti 16:16-18).
Tale testimonianza non solo era inutile, ma avrebbe potuto anche fornire ai
suoi nemici un pretesto per accusarlo di essere segretamente in lega con
Satana. Il far ammutolire con una sola parola un angelo delle tenebre, è una
prova luminosa dell'autorità di Gesù.
La ragione per cui il Signore gli impose il silenzio è che non può prestarsi
fede alcuna alla testimonianza degli emissari e degli agenti del padre della
menzogna ed anche se in questo caso il demonio diceva la verità, Gesù non
voleva che il Suo carattere di Messia, fosse proclamato da tali testimoni. I
sacerdoti, gli scribi e i farisei, successivamente lo avrebbero accusato di
cacciare i demoni per l'aiuto di Belzebù principe dei demoni ed avrebbero avuto
qualche fondamento per siffatta accusa, se egli avesse permesso agli spiriti
immondi di essere Suoi araldi: "Gli scribi, che erano scesi da
Gerusalemme, dicevano: "Egli ha Belzebù, e scaccia i demoni con l'aiuto
del principe dei demoni". Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in
parabole: "Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in parti
contrarie, quel regno non può durare. Se una casa è divisa in parti contrarie,
quella casa non potrà reggere. Se dunque Satana insorge contro sé stesso ed è
diviso, non può reggere, ma deve finire. D'altronde nessuno può entrare nella
casa dell'uomo forte e rubargli le sue masserizie, se prima non avrà legato
l'uomo forte; soltanto allora gli saccheggerà la casa. In verità vi dico: ai
figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia
avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha
perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno". Egli parlava così
perché dicevano: "Ha uno spirito immondo" (Marco 3:22-30).
La sinagoga dovette piombare nel silenzio a tale interruzione e a tale strana
scena. Gesù, invece, non fu trovato impreparato. Egli sapeva che le forze del
male agivano ovunque, anche in un territorio religioso come la sinagoga ed Egli
era venuto proprio per spodestarle. Perciò senza molto scomporsi, ordinò al
demone di lasciare quel corpo. Gesù cominciava a sfidare le forze del male e a
strappare loro il potere usurpato.
Marco avrà sempre un occhio di riguardo per questi episodi nel proseguimento
del Vangelo. Ecco alcuni esempi:
§
Marco 1:32-34: "Poi, fattosi sera, quando il sole fu
tramontato, gli condussero tutti i malati e gli indemoniati; tutta la città era
radunata alla porta. Egli ne guarì molti che soffrivano di diverse malattie, e
scacciò molti demoni e non permetteva loro di parlare, perché lo
conoscevano".
§
Marco 1:39: "E andò per tutta la Galilea, predicando nelle
loro sinagoghe e cacciando demoni".
§
Marco 9:17-27: "Maestro, ho condotto da te mio figlio che ha
uno spirito muto; e, quando si impadronisce di lui, dovunque sia, lo fa cadere
a terra; egli schiuma, stride i denti e rimane rigido. Ho detto ai tuoi
discepoli che lo scacciassero, ma non hanno potuto". Gesù disse loro:
"O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi
sopporterò? Portatelo qui da me". Glielo condussero; e come vide Gesù,
subito lo spirito cominciò a contorcere il ragazzo con le convulsioni; e,
caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù domandò al padre: "Da quanto
tempo gli avviene questo?" Egli disse: "Dalla sua infanzia; e spesse
volte lo ha gettato anche nel fuoco e nell'acqua per farlo perire; ma tu, se
puoi fare qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci". E Gesù: "Dici:
"Se puoi!" Ogni cosa è possibile per chi crede". Subito il padre
del bambino esclamò: "Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità".
Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: "Spirito
muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non rientrarvi più". Lo
spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il bambino rimase come morto, e
quasi tutti dicevano: "É morto". Ma Gesù lo sollevò ed egli si alzò
in piedi.
§
Marco 16:9: "Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del
primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale
aveva scacciato sette demoni".
§
Marco 16:17: "Questi sono i segni che accompagneranno
coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demoni; parleranno in
lingue nuove".
Chi sono i demoni?

Diverse sono le teorie. Con certezza
possiamo affermare che sono spiriti malvagi o immondi e, con gli angeli
ribelli, sono al servizio di Satana. C'è soltanto un diavolo, ma vi sono
miriadi di demoni che lo servono.
Un indemoniato é un individuo la cui personalità é sotto il controllo di uno o
più demoni, che a loro piacere possono parlare ed agire attraverso la loro
vittima umana, provocando seri disturbi anche nel suo corpo.
Gli effetti che la dimora dei demoni in un uomo possono produrre sono la pazzia
ed altri disturbi mentali, nervosi e fisici: "Appena Gesù fu smontato
dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno
spirito immondo, il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più
tenerlo legato neppure con una catena. Poiché spesso era stato legato con ceppi
e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e
nessuno aveva la forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava tra i
sepolcri e su per i monti, urlando e percuotendosi con delle pietre. Quando
vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti e a gran voce disse:
"Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in
nome di Dio, di non tormentarmi". Gesù, infatti, gli diceva: "Spirito
immondo, esci da quest'uomo!" Gesù gli domandò: "Qual è il tuo
nome?" Egli rispose: "Il mio nome è Legione perché siamo molti".
E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. C'era là un gran
branco di porci che pascolava sul monte. I demoni lo pregarono dicendo:
"Mandaci nei porci, perché entriamo in essi". Egli lo permise loro.
Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a
precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare" (Marco
5:2-13).
Il ministerio terreno del Figlio di Dio, venuto per liberare queste persone,
causò un notevole scompiglio nel mondo spirituale del male e ciò spiega le
frequenti manifestazioni di demoni durante il Suo cammino terreno.
Qualora la scienza non riesca ad individuare le cause di tali patologie,
bisogna concludere che esse sono di origine demoniaca.
La Scrittura c'informa che i demoni:
·
Riconoscono la
Deità e la Signoria di Cristo: "Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei
venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!" (Marco
1:24).
·
Conoscono già
quale sarà la loro fine: "Ed ecco si misero a gridare: "Che c'è fra
noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?"
Lontano da loro c'era un gran branco di porci al pascolo. E i demoni lo
pregavano dicendo: "Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci"
(Matteo 8:29-31).
·
Influenzano
tutti coloro che sono a loro asserviti: "Il nostro combattimento infatti
non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i
dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della
malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Efesini 6:12).
·
Promuovono il
proliferare delle sette e delle false dottrine, cercando di contrastare il
programma di Dio e del Suo popolo: "Ma lo Spirito dice esplicitamente che
nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti
seduttori e a dottrine di demoni, sviati dall'ipocrisia di uomini bugiardi,
segnati da un marchio nella propria coscienza" (1Timoteo 4:1-2).
Partendo dall'esperienza del posseduto che
era nella sinagoga, affrontiamo un argomento di vitale importanza dottrinale che
negli anni addietro è stato molto discusso:
Può un credente nato di nuovo, essere posseduto da un
demone?

Cristiani posseduti?
In alcuni ambienti evangelici ci si
è posta la domanda se un cristiano possa essere posseduto dal maligno, perché
si è manifestato qualche caso di credenti i quali, dopo un periodo sereno di
vita spirituale, hanno avuto delle manifestazioni "anomali" anche dal
punto di vista etico e morale affermando che vi erano stati costretti dal
diavolo. Ma può un cristiano "nato di nuovo" essere posseduto da un
demone? La risposta è:
ASSOLUTAMENTE NO! NON É POSSIBILE LA COABITAZIONE.
Chi accetta Gesù quale Personale Salvatore, diventa il tempio dello
Spirito Santo: "Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito
Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi
stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel
vostro corpo" (1Corinzi 6:19,20).
Il credente ha in sé la presenza di Dio: "Chiunque è nato da Dio non
persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può
persistere nel peccare perché è nato da Dio" (1Giovanni 3:9).
Pertanto l'avversario di Dio ed i suoi agenti non possono dimorare in lui tanto
è vero che Gesù rispondendo a coloro che lo accusavano di cacciare "i
demoni per l'aiuto di Belzebù, principe dei demoni", rispose affermando
l'impossibilità di tale coabitazione: "Gesù, conoscendo i loro pensieri,
disse loro: "Ogni regno diviso contro sé stesso va in rovina; e ogni città
o casa divisa contro sé stessa non potrà reggere. Se Satana scaccia Satana,
egli è diviso contro sé stesso; come dunque potrà sussistere il suo
regno?" (Matteo 12:25-26).
Lo stesso apostolo Paolo affermerà questa impossibilità: "Quale comunione
tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale
relazione c'è tra il fedele e l'infedele? E che armonia c'è fra il tempio di
Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio:
"Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il
mio popolo" (2Corinzi 6:14-16).
La Scrittura dice che ogni credente "è stato suggellato per il giorno
della redenzione": "Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il
quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione" (Efesini
4:30).
Un sigillo non era solo un marchio di identificazione, ma era anche una
garanzia che il prodotto se fosse rimasto così "suggellato" sarebbe
arrivato a destinazione intatto, infatti, quando le autorità romane
suggellarono la tomba di Gesù, tutti gli altri dovevano rimanere fuori, e
questo comando fu rinforzato con l'ausilio delle guardie. Tuttavia la gloria di
Dio spezzò questo sigillo umano; ma chi può spezzare il sigillo
dell'Onnipotente Iddio? Satana deve rimanere fuori, il credente è
"proprietà dell'Eterno".
Affermare che i credenti possono essere posseduti da spiriti maligni, significa
dubitare della capacità di Dio di custodire al sicuro il Suo popolo. Quando
siamo "nati di nuovo" entriamo nel Regno di Dio e passiamo dalla
potestà di Satana (giurisdizione, autorità) a Dio: "Dio ci ha liberati dal
potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio" (Colossesi
1:13).
Quindi è assolutamente impossibile che un cristiano, nato di nuovo o battezzato
nello Spirito Santo, sia posseduto dal demonio. Indubbiamente Gesù parla del
tentativo dell'avversario di riprendere la preda che gli è stata strappata con
forza ed autorità da Cristo. Questo tentativo di conquistare un nuovo possesso
è inefficace se il cuore dell'uomo è abitato da Cristo per la fede. È
impossibile dunque che lo Spirito di Dio e i demoni possano occupare lo stesso
corpo. Se l'avversario può così facilmente irrompere nel territorio di Dio, in
che cosa consiste la salvezza dei credenti?
CASI PARTICOLARI?

Qualcuno cita il caso di Anania e Saffira.
Satana davvero riempì il loro cuore, ma ciò avvenne come una tentazione
dall'esterno. Il diavolo approfittò del loro desiderio di essere considerati
generosi. Il loro conflitto tra il dare e il guadagnare fu istigato e sfruttato
da Satana. L'avversario vinse, ma non si trattò di possessione demoniaca, fu
un'influenza del maligno: "Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua
moglie, vendette una proprietà, e tenne per sé parte del prezzo, essendone
consapevole anche la moglie; e, un'altra parte, la consegnò, deponendola ai
piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: "Anania, perché Satana ha così
riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte
del prezzo del podere? Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta
venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore
questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio". Anania, udendo
queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono
queste cose" (Atti 5:1-5).
Taluni citano a sproposito l'esperienza di Giuda: "Satana entrò in Giuda,
chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici" (Luca 22:3).
L'affermazione: "Satana entrò in Giuda" non è una prova sufficiente
per le seguenti ragioni:
·
Giuda era un
ladro e il suo unico interesse erano i soldi: "Ma Giuda Iscariota, uno dei
suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: "Perché non si è venduto
quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?" Diceva così,
non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne
portava via quello che vi si metteva dentro" (Giovanni 12:4-6).
·
Giuda non era
"nato di nuovo".
·
"L'ingresso
di Satana in Giuda" è simile alle parole che Pietro rivolse ad Anania:
"Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda
Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo". Giuda permise che il
suggerimento maligno di Satana prendesse posto nella propria mente e divenisse
un'ossessione tale da spingerlo a tradire il Suo Maestro, una impresa di Satana
che lo portò prima al rimorso e poi al suicidio (Giovanni 13:2).
L'insegnamento dell'infiltrazione di potenze
estranee nella mente di un credente "nato di nuovo" è un capolavoro
d'arte satanica. Il diavolo è un artista della falsità. "È bugiardo e
padre della menzogna", disse Gesù. Egli deruba il credente più ingenuo
della sicurezza. Gli spiriti seduttori sono esperti nell'ingannare le menti
della gente semplice, immatura e impressionabile. Inoltre, ciò impedisce,
invece che promuovere, lo sviluppo spirituale dei credenti. A loro è insegnato
a temere l'avversario, piuttosto che a resistergli. Si tende a dubitare di Dio
invece che a porre totale fiducia in Lui. Su menti particolarmente
impressionabili queste teorie possono avere effetti dannosi. Tutto ciò fa
vivere alle potenze del male il loro momento di trionfo. Se possono invadere il
dominio di Dio con il loro subdolo insegnamento, se Satana può apparire più
grande di Dio, se può attirare l'attenzione su di sé, ha vinto. Non diamogli
perciò la soddisfazione di fargli credere che sia più grande di Dio nella nostra
vita, o anche che sia un essere da temere.
LA CRISI SPIRITUALE NELLA VITA DEL CREDENTE
Esistono crisi "spirituali"
dolorose che però non debbono essere confuse con la "possessione".
Credenti in particolarissimo stato di debolezza fisica e psichica possono
manifestare crisi anche gravi, ma che non vanno mai oltre l'oppressione da
parte dell'avversario o, in casi estremi, possono portare
"all'ossessione". Definiamo queste due condizioni:
·
L'oppressione: è quel particolare stato mentale che crea una sensazione
di turbamento come accadde a Gesù nel Getsemani: "Allora disse loro:
"L'anima mia è oppressa da tristezza mortale" (Matteo 26:38).
·
L'ossessione: è sempre a livello mentale ed è uno stadio ancora
più grave che si manifesta con lo smarrimento e che influisce sul comportamento
dell'individuo. Un caso di ossessione può essere quello del credente che
ritiene di aver commesso un peccato per il quale il Signore non lo potrà
perdonare.
Ma ambedue i casi descritti non rappresentano assolutamente una forma di
possessione.
DALLA LUCE ALLE TENEBRE

È possibile scadere dalla grazia e passare
dalla luce alle tenebre. Sansone ne è un esempio anche se alla fine della sua
vita, realizzò la misericordia del Signore: "Allora lei gli disse:
"Sansone, i Filistei ti sono addosso!" Egli, svegliatosi dal sonno,
disse: "Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò". Ma non
sapeva che il Signore si era ritirato da lui. I Filistei lo presero e gli
cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di
bronzo. Ed egli girava la macina nella prigione" (Giudici 16:20,21).
La stessa triste fine segnerà la vita di Saul: "Lo spirito del Signore si
era ritirato da Saul; e uno spirito cattivo, permesso dal Signore, lo
turbava" (1Samuele 16:14).
Ovviamente in questi due casi non si può parlare di possessione. Tuttavia, a
volte accade di peggio. Colui che, dopo aver accettato il Signore si allontana
da Lui, guasta e inquina il tempio dello Spirito Santo, abbandonandosi ai
piaceri dei sensi, dell'alcool, della droga e, in special modo, dai volontari
contatti con pratiche paranormali e superstiziose, come la divinazione, la
cartomanzia, l'astrologia, la negromanzia, la magia. Il suo cuore viene così
"vuoto, spazzato e adorno": "Quando lo spirito immondo esce da
un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo e non lo trova. Allora
dice: "Ritornerò nella mia casa da dove sono uscito"; e quando ci
arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri
sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, vi prendono dimora; e l'ultima
condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima" (Matteo
12:43-45).
Il libro dei proverbi esprime la triste fine di colui che follemente decide di
voltare le spalle al Signore: "Lo stolto che ricade nella sua follia, è
come il cane che torna al suo vomito" (Proverbi 26:11).
L'apostolo Pietro, sottolineerà questa triste realtà: "Se infatti, dopo
aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e
Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la
loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché sarebbe stato
meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla
conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato dato loro. É
avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: "Il cane è tornato
al suo vomito" e: "La scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel
fango" (2Pietro 2:20-22).
Si potrebbero spiegare così casi in cui persone ritenute credenti manifestano
in maniera conclamata la possessione, dopo che in qualche caso si sia perfino
ritenuto che avesse fatto l'esperienza del battesimo nello Spirito Santo.
Oppure la conclusione potrebbe esser un'altra: Il battesimo nello Spirito Santo
non era stata un'esperienza genuina e quella persona aveva bisogno di essere
sciolta da legami esistenti prima della sua conversione.
Qualcuno dirà: "É mai possibile, che vi possa essere tanto facilmente
confusione tra una esperienza genuina ed una spuria?" Non dimentichiamo
mai che il diavolo si traveste talvolta da angelo di luce: "Non c'è da
meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce" (2Corinzi
11:14).
L'INCORAGGIAMENTO
Se viviamo in comunione con il Signore e
facciamo la Sua volontà, il maligno non ci tocca: "Noi sappiamo che
chiunque è nato da Dio non pecca; ma colui che nacque da Dio lo protegge e il
maligno non lo tocca" (1Giovanni 5:18).
La vittoria è nostra in Cristo: possiamo sconfiggere il "mondo, la
"carne e il "maligno": "Ma, in tutte queste cose, noi siamo
più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che
né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,
né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno
separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani
8:37-39).
Se Cristo per mezzo della fede dimora in noi, nessuna potenza potrà mai farci
del male: "Voi siete da Dio, figlioli, e li avete vinti, perché colui che
è in voi è più grande di colui che è nel mondo" (1Giovanni 4:4).