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L’armonia
coniugale è una meta da conquistare, ottenere e conservare individuando e
combattendo i nemici che ne minacciano l’integrità. Questo è necessario
perché ogni coppia è il termometro di una chiesa locale in cui vive ed esplica il suo servizio. I discorsi
sul matrimonio sono tanti, inesauribili e non ho la prestesa di essere esaustivo. |
Parlare di armonia coniugale, sembra oggi impresa ardua, quasi
impossibile. Ho l'impressione di camminare in un campo minato dove è possibile
che improvvisamente possa scoppiare la mina della crisi coniugale, della
separazione e del divorzio.
Questa realtà è
confermata dai dati statistici che semestralmente ci giungono, nei quali si
nota come purtroppo le separazioni ed i divorzi continuano spaventosamente ad
aumentare e come di contro i matrimoni hanno subito una brusca frenata nel sud
Italia, ed una netta diminuzione nel nord.
La coppia
cristiana, deve invece vivere e realizzare una perfetta intesa familiare e
coniugale perché se questa dovesse crollare,
anche la sua fede subirebbe la stessa sorte con la perdita della vita eterna.
L'intesa, allora, è un cammino da fare insieme, fatto di tappe, di momenti, di
traguardi. Talvolta è difficile, pesante, impegnativo, ma ripagante.
La
perfezione di una intesa non verrà mai perciò dalla
qualità dei "meccanismi", il mondo ne offre tanti, ma solo dalla
guida di Dio: Lui è la perfezione. Egli fa "ogni cosa bene" come
leggiamo nei Vangeli: “Ed erano pieni di stupore e dicevano: «Egli ha fatto
ogni cosa bene” (Marco 7:37).
GLI
OSTACOLI.
Piacevolmente
echeggiano nella mia mente le parole di un canto a noi tutti noto:
"E' la casa un paradiso quando c'è il Signor..." e le corde del mio cuore vibrano tutt'ora pensando al
momento in cui il Signore univa la mia vita a quella di mia moglie.
La
casa è un paradiso e con un termine, più moderno, si direbbe
"un'oasi", un luogo dove, come dice il canto, non c'è posto per le
tempeste, ma dove regna pace e concordia, un luogo dove il Signore è
"ospite beato".
Che realtà spesso diversa, si vive nelle nostre
case, dove più che "tubare" i due colombi si
"beccano" di continuo!
QUALI SONO GLI
OSTACOLI?
Vediamo insieme
gli ostacoli che possono minacciare l’armonia coniugale e che potremmo definire
dei veri ''nemici" per l'intesa. Il mio unico
desiderio nell'accingermi a presentarveli è quello di poterli scoprire insieme,
affrontarli per combatterli,, vincerli,
sconfiggerli.
1. INASPRIMENTO
CONTINUO.
Ci sono tante
coppie dove qualunque cosa accada, grande o piccola,
importante o meno, grave o banale, ci si arrabbia subito: Si cade un po’ di
acqua o di vino sulla tavola, se si sposta rumorosamente la sedia, subito ci si
inasprisce. Questo diventa uno degli ostacoli più frequente
nella relazione di coppia che prima o poi creerà una barriera.
Il fatto che molti dicono: “Questo è il mio carattere”, non è una
valida giustificazione, perché significherebbe dire: “Dio non può fare nulla
nella mia vita”. Al
contrario, il frutto dello Spirito deve necessariamente essere presente ed
emergere sempre e soprattutto nella relazione coniugale: “Il frutto
dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22)
Lì dove il frutto manca, vuol dire o che non c’è mai stato o che
questo frutto è marcito miseramente: “L'uomo collerico fa nascere contese,
ma chi è lento all'ira calma le liti” (Proverbi15:18).
Evitiamo di
beccarci continuamente. Non facciamo come quella donna che
rivolgendosi al proprio marito gli disse: “Peppino gli uomini sono tutti scemi,
al che rispose il marito: "No, Maria c’è ancora qualcuno scapolo”.
Uomini e donne
rissose, non fanno che inacerbire gli animi: “Perché, come chi agita la
panna ne fa uscire il burro, chi sbatte il naso ne fa
uscire il sangue, così chi spreme l'ira ne fa uscire contese” (Proverbi
30:33 )
Ma quando c’è
il frutto dello Spirito, allora parole dolci e sensate sono pronunciate: “La
risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l'ira” (Proverbi
15:1).
Chi è lento
all’ira, riesce a calmare le contese:“Chi è lento
all'ira piega un principe, e la lingua dolce spezza le ossa” (Proverbi
25:15 ).
"Meglio poco con il timore del Signore, che gran tesoro con
turbamento. Meglio un piatto d'erbe, dov'è l'amore, che un bue ingrassato,
dov'è l'odio. L'uomo collerico fa nascere contese, ma chi è lento all'ira
calma le liti” (
Proverbi 15:16-18 “).
Noi mariti dobbiamo essere più tranquilli, meno travolgenti con
le nostre mogli e le mogli non devono in alcun modo e in nessuna maniera
calpestare la dignità del marito.
Alcuni anni fa, una coppia di amici, portarono presso l'ambulatorio di pediatria dove
io lavoravo, la loro bambina. Dopo
essersi presentati al medico, la moglie prese "le redini in mano".
Cominciò a parlare a perdifiato, senza mai fermarsi: sembrava un fiume in
piena. Lei sapeva tutto, aveva fatto diagnosi di malattia, aveva già la
soluzione a portata di mano e quando il marito cercava di intervenire lei lo
zittiva e gli diceva continuamente: ”Stai zitto che non capisci niente”.
Pensai fra me:
"Ho trovato finalmente una persona che sa tutto!!!
Conviene
ubbidire alla Parola di Dio che ci dà delle direttive importanti per una reale
armonia coniugale: “Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il
riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più
delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con voi della grazia della
vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite” (1Pietro 3:7).
Quanta asprezza, durezza, indifferenza a volte c'è in noi.
Dobbiamo imparare a cacciare via questi atteggiamenti che rischiano di rovinare
la nostra armonia coniugale. Molte volte scarichiamo le nostre
frustrazioni sugli altri con la conseguenza che scateniamo
una reazione a catena: il marito si scarica sulla moglie, la moglie sui
figli, il figlio più grande sul più piccolo, il piccolo con il gatto, il gatto
per scaricarsi affila le unghie sul divano...
A
parte questa battuta umoristica (a volte vera), i caduti delle guerre di famiglia spesso non
sono il marito o la moglie, ma i figli. Impariamo ad essere
elastici, a saper cedere, a non esigere sempre la ragione e l’ultima
parola: “A chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il
mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due” (Matteo 5:40,41)
2. PRIVAZIONE
SESSUALE.
Il campo del
sesso è sempre stato circondato da un pudore caratteristico e unico che spesso
sfocia in aberrante corruzione o in maligne barzellette e scurrilità,
oppure in un esasperante opposto, fatto di circospezione, di silenzio e di
condanna. L’argomento va affrontato trattato e vissuto con grande equilibrio
cristiano. La Bibbia non si pone questo problema anzi ne parla con estrema
franchezza e semplicità. Dio ha creato l’uomo
maschio e femmina. Circola ancora la voce che il peccato di Eva e di Adamo non fosse quello di aver mangiato il
frutto ma un avvenuto rapporto sessuale. Cosa contraria a
tutta la Scrittura. Dio creando l’uomo maschio e femmina, li fece con
caratteristiche sessuali ben differenti e poi disse loro: “Crescete e
moltiplicate”. Quindi l’unione fra Adamo ed Eva era
sancita prima della disubbidienza.
Dio dunque ha
creato l’unione fra sessi opposto, da vivere nel matrimonio e non al di fuori
di esso. E’ nel piano di Dio dunque che l’uomo si doni alla donna e la donna all’uomo. Molti problemi di
coppia nascono quando questa unione viene negata da
uno dei due partner. Questa negazione è un ostacolo da affrontare e superare
altrimenti ci può essere una frattura insanabile. Generalmente,
due persone quando si fidanzano, lo fanno anche perché si sentono
reciprocamente e fisicamente attratti. Tale desiderio perdura quando i
due si amano ed è un desiderio che deve essere alimentato e perpetuato. La
Parola di Dio ci invita a non privarci l’uno
dell’altro se non per una ragione molto valida: la preghiera. Questa privazione
se perdura può essere pericolosa perché può portare a commettere uno dei
peccati più gravi come l’adulterio: “Ma, per evitare le fornicazioni, ogni
uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio
marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto;
lo stesso faccia la moglie verso il marito.
La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso
modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi
l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla
preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della
vostra incontinenza” (Corinzi 7:2 )
La Parola di
Dio invita a godere delle gioie coniugali: “Bevi
l'acqua della tua cisterna, l'acqua viva del tuo pozzo. Le tue fonti devono
forse spargersi al di fuori? I tuoi ruscelli devono forse scorrere per le
strade? Siano per te solo, e non per gli stranieri con te. Sia benedetta la tua
fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù.
Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell'affetto suo. Perché, figlio mio, ti innamoreresti di un'estranea, e abbracceresti il seno
della donna altrui? Infatti le vie dell'uomo stanno
davanti agli occhi del Signore, egli osserva tutti i suoi sentieri. L'empio
sarà preso nelle proprie iniquità, tenuto stretto dalle funi del suo peccato.
Egli morirà per mancanza di correzione, andrà vacillando per la grandezza della
sua follia” (Proverbi 5:15-23)
Per comprendere
l’unione sessuale e per evitare che esso sia ridotta a
qualcosa puramente meccanico, bisogna tener presente che il suo significato non
si esaurisce nel piacere fisico. Riveste, infatti,
anche un profondo valore simbolico che presuppone la donazione totale dell’uno
verso l’altro. L’intimità sessuale favorisce un approfondimento del rapporto di
coppia. L’unione sessuale, è la felice conclusione dell’approccio fisico e
sfocia nell’abbandono soddisfatto dell’uno nelle braccia dell’altro. L’atto
puramente fisico, per due che si amano veramente, va inserito nel più ampio contesto spirituale, nell’armonia che essi vivono nella
famiglia, nella Comunità. Non è un atto isolato ad un momento e quindi può
essere pieno, completo, soddisfacente, se non ha alle spalle impedimenti
psicologici come litigi o incomprensioni o problemi affrontati e non risolti:“Godi la vita con la moglie che ami, per tutti i giorni
della vita della tua vanità, che Dio ti ha data sotto il sole per tutto il
tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a
tutta la fatica che sostieni sotto il sole” (Ecclesiaste 9:9 ).
Non ci priviamo
dell’intimità affettiva e fisica ma siano i rapporti
coniugali regolari e piacevoli: “Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto
con la sposa della tua gioventù. Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue
carezze t'inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell'affetto suo”
(Proverbi 5:18-19).
3. MANCANZA DI CURA.
Prendiamo in
considerazione un nemico che forse è il più grande, il suo nome è ''la trascuratezza" che insieme all'abitudine
s'insinua nel rapporto coniugale.
Due giovani
innamorati, quando vivono il periodo del fidanzamento
cercano di vedersi sotto il loro aspetto migliore sia per quanto riguarda il
carattere che l'aspetto esteriore. Evitano di litigare o di
essere nervosi, danno spazio alle affettuosità, si preparano ai loro
incontri dando particolare cura al modo di vestirsi.
Ricordo che durante la scuola, prima del diploma, c’era un amico
di banco che si trascurava molto. Era sempre spettinato, sempre in disordine, sempre con i soliti
vestiti e soprattutto le solite scarpe. Poi un giorno lo vedemmo completamente
cambiato. Un bel vestito, un bel paio di scarpe, una bella
cravatta, capelli impomatati e soprattutto un buon profumo addosso.
Sembrava uscito dal "carrozziere". Cosa
era successo? Semplice: si era innamorato di una ragazza che oggi è sua moglie.
Qualcuno
si domanderà: "Dopo il matrimonio è tornato ad essere quella persona poco
curata che era prima"? Non lo so, l’unica cosa che so è che in estate non
usa mai insetticida in casa sua perché le zanzare appena entrano nella sua
stanza... muoiono.
A volte questo accade in molte coppie.
Nei primi tempi del matrimonio le cose vanno ''a gonfie vele" poi col
trascorrere delle settimane, dei mesi, degli anni, il marito non si preoccupa
più tanto di essere ben rasato e la moglie non dà poi eccessiva importanza se il suo marito la vede spesso in vestaglia o ancor peggio con
i bigodini tra i capelli! Questa trascuratezza all'inizio forse
appare lecita ma lungo andare può arrecare serie noie al rapporto, soprattutto
se investe altri aspetti come quello sentimentale e spirituale.
A
volte è triste notare che dopo il matrimonio, la donna smetta
di curarsi. Comincia a mangiare in modo snodato, ingrassando notevolmente,
oltre i limiti della decenza. Capita così che ci si sposa con una moglie che
somiglia ad una margherita e ci si ritrova con un "carciofo". Bisogna avere cura di sé, sempre, continuamente, costantemente.
Al contrario può
accadere all’uomo la stessa cosa o può verificarsi una scarsa igiene. A volte queste cose che appaiono banali,
possono creare notevoli ostacoli alla relazione di coppia: “Non sapete che
il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete
ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate
dunque Dio nel vostro corpo” (1Corinzi 6:19-20).
4. MANCANZA DI
PRIVACY.
Talune donne o
taluni uomini, raccontano ad altri quello che avviene
nella relazione di coppia. Lamentele, litigi, negazioni, errori madornali,
giudizi, lamentele. Questo non è buono e può creare seri problemi all’interno
della coppia.
Dio ci chiama a
vivere la nostra privacy: “L'uomo
perverso semina contese, il maldicente disunisce gli amici migliori”
(Proverbi 16:28).
Fratelli e
sorelle, anche se siamo tali, dobbiamo avere la nostra
privacy. I mie genitori, pur avendo una cultura
elementare, quando dovevano parlare dei loro problemi, ci mettevano a letto, si
accertavano che ci eravamo addormentati e solo allora cominciavano a discutere
anche animatamente. Io onestamente non ho mai visto, i miei genitori litigare
Quando invece i panni sporchi si lavano in piazza, nascono i problemi e le divisioni di
fatto: “Tu hai detto a Pietro questo di me? Come ti sei permesso! Tu hai
raccontato questo episodio allora anch’io dirò questa
cosa di te. Cerchiamo di contenere le parole vicino agli altri: “C'è
chi, parlando senza riflettere, trafigge come spada, ma la lingua dei saggi
procura guarigione” (Proverbi 12:18).
5. MANCANZA DI COMUNICAZIONE E DIALOGO
In
alcune famiglie non si parla più, non si dialoga più.
C’è un momento in ogni casa che dovrebbe accomunarci: il pranzo o la cena ma
oggi non si mangia più insieme. Questa buona abitudine
che un tempo caratterizzava la famiglia italiana si è persa ed i danni sono
notevoli.
Quando il marito la sera torna a casa
dopo una giornata di lavoro, la moglie gli riscalda il cibo, mentre la
televisione è accesa. Dopo la cena di corsa a letto..
Nel peggiore dei casi è il marito che torna dal lavoro e deve cucinarsi.
Assurdo ma vero. Io ricordo che mia madre talvolta aspettava mio padre
fino a tarda notte che ritornasse dal lavoro per cenava
con lui. Il momento della cena è il momento nel quale ci si rilassa, si
raccontano le esperienze della giornata, le sconfitte, le vittorie, ci si
confronta e ci si prepara poi per la preghiera. Il dialogo è quasi inesistente
nella vita di molte coppie.
La moglie che con il pretesto di avere sempre le faccende
domestiche da sbrigare, il bambino d'accudire o il bucato da stirare, si
preoccupa di più che non si offuschi la lucentezza dei pavimenti e non delle
cure che può dare a suo marito.
La
verità è che non esiste dialogo se non si è soli l'uno di fronte all'altra. L'attuale
società del progresso, della emancipazione e del
consumismo, condiziona la nostra vita con le sue esigenze e i suoi ritmi
frenetici. Così la vita diventa una sorta di corsa; si corre su e giù tutto il
giorno, ci sono tante cose da fare, tante spese, debiti da pagare, si è
costretti a lavorare in due, oppure il marito è spesso sottoposto a ore di straordinari, per sbarcare il lunario. Dal canto
suo la moglie, per lo più casalinga, è subito presa
nella monotonia delle faccende domestiche: la casa da riordinare, il pranzo da
preparare, gli ospiti da ricevere, i bimbi da accudire. Così alla sera quando i
due s'incontrano sono stanchi e sfiniti; si scambiano a stento qualche parola e
man mano si viene a creare un circolo chiuso. I due
coniugi vivono una situazione di reciproca delusione che via via che i giorni passano si trasforma in un silenzio che incombe e non ci si
accorge che qualcosa del rapporto a due va perdendosi.
L'ultima
spiaggia rimane il momento di coricarsi, ma dopo una preghiera fast, i due sono
già ''belli e addormentati" e si spera che domani
sarà diverso. A lungo andare i due non hanno poi più
niente da dirsi!! No, non è un quadro immaginario o pessimista; so, che tanti
potrebbero affermare che non ho voluto calcare la mano. E’ la sacrosanta
verità. E davvero triste scoprire che vi sono coppie di «credenti» che sono in
comunione con la loro chiesa locale, ma che non lo sono tra
di loro. Dal momento che il Signore, nella scala dei valori, pone la
famiglia al secondo posto, essa deve funzionare bene,
impostata su sicure fondamenta bibliche. Comunicare è infatti
fondamentale per conoscersi, amarsi, aiutarsi. Per poter diventare realmente
una sola unità è quindi necessario comunicare: “Due uomini camminano forse
insieme, se prima non si sono accordati”? (Amos 3:3).
6. MANCANZA DI
PREGHIERA E DI LETTURA DELLA BIBBIA.
Ci sono coppie
che non pregano insieme neanche a tavola. Ognuno individualmente china il
proprio capo, prega e poi si tuffa sulla zuppa, o sulla minestra. Non c’è nulla
di più tragico. I nostri figli che ci osservano capiranno che ci vergognano
l’uno dell’altro, che ci vergognano della preghiera
fatta ad altra voce e state tranquilli che in questo pessimo atteggiamento
sapranno perfettamente imitarci.
Che
tristezza. Cosa fare allora? Bisogna fermarsi e
riflettere, il tutto non è onorevole per una coppia cristiana. Una famiglia può
essere priva di beni materiali e pur tuttavia possedere quelle gioie e
soddisfazioni che solo una intesa perfetta può
procurare: “Abbiate sempre gioia; non cessate mai di pregare; in ogni cosa
rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito” (1Tessalonicesi 5:16-19).
Bisogna ripristinare l’altare di
famiglia. Ora se voli leggete quello che dice
l’apostolo Paolo nella lettera ai Colossesi , scoprirete che la comunione
spirituale fra marito e moglie va di pari passo con l’amore fra loro, l’uno non
può fare a meno dell’altro: “La parola di Cristo abiti in voi
abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza;
cantate di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici
spirituali. Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel
nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo
di lui. Mogli, siate
sottomesse ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. Mariti, amate le vostre mogli, e non v'inasprite contro di
loro”. (Colossesi 3:16-19 ).
A volte gli
ostacoli in famiglia vengono facilmente superati
quando si è instaurata questa particolare relazione spirituale prima e
sentimentale dopo. E' difficile bisticciare durante il giorno se insieme abbiamo trascorso del tempo nella meditazione e nella
preghiera. Facciamo nostro questo versetto:“Siate
allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella
preghiera” (Romani 12:12 ).
Impariamo
allora a seguire prima i consigli di Gesù: “Cercate prima il regno e la giustizia
di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più (Matteo 6:33).
7. MANCANZA DI TENEREZZE.
Il
panda che si trasforma in orso. A volte I mariti ed anche le mogli sono
così. Dei teneri Panda durante il fidanzamento, degli orsi
dopo il matrimonio. Le mogli invece, da Biancaneve si trasformano in
"streghe".. Fuori della porta piuttosto che
mettere il nostro cognome possiamo scriverci: “La tenerezza non abita qui”. Si
vanno perdendo per strada tutte quelle gentilezze,
quelle '"attenzioni", quelle tenerezze che avevano contraddistinto il
fidanzamento. Il marito dice che ormai è cosa scontata il fatto che lui
ami la moglie e che non è più il caso di dirle sempre "Ti
Amo"!!
Lei, a sua volta non perde occasioni per rimproverargli tutto ciò
che doveva o non doveva fare. Dove sono allora, tutte
le promesse scambiate durante il fidanzamento? Il triste detto che il
matrimonio è la "tomba dell'amor"e può essere una realtà per le
coppie cristiane?
A questo punto
domandiamoci: cos'è il matrimonio? E' forse "'il
fiore di un giorno o un rigoglioso sempreverde"?
Coccola tua moglie. E’ necessario che il marito faccia buoni
apprezzamenti verso la moglie per il cibo che prepara, per come tiene la casa,
per come si prende cura dei figli. Basta poco a far felice una moglie. Quando
questa si sente apprezzata il suo faticoso lavoro sarà
fatto con maggiore gioia. Le nostre moglie hanno bisogno di essere amate e coccolate: “Anche
voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla
donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con
voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite” (1Pietro
3:7).
A volte è bello tornare a fare i
ragazzini, prenderla in braccio, inseguirla attorno ad un tavolo, saltarle
improvvisamente addosso ed è bello fare questo anche quando ci sono i bambini
per fare loro comprendere che i genitori si amano e che la vita matrimoniale
non è un inferno dantesco. L’amore è un sentimento che va coltivato. “Due
fidanzati escono a cena, marito e moglie escono per mangiare”. Coccola tua
moglie, amala teneramente, dille che l’ami: “I suoi figli si alzano e la
proclamano beata, e suo marito la loda, dicendo:
«Molte donne si sono comportate da virtuose, ma tu le superi
tutte!» (Proverbi 31:28-29).
Quando la
Scrittura dice che il marito deve amare la propria moglie, si tratta di un
amore “agape” non eros cioè sensuale o “filia” cioè
amichevole. La stessa parola è usata per l’amore di Dio e per l’amore fraterno.
E’ l’amore di Giovanni 3:16, di Romani 5:5 sparso nei
nostri cuori mediante lo Spirito Santo.
Dio chiama il
marito ad un amore completo, profondo che si sacrifica tenero ed affettuoso: “Allo
stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama sé stesso. Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la
cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa” (Efesini 5:28-29).
La moglie è un dono di Dio: “Chi ha
trovato moglie ha trovato un bene e ha ottenuto un favore dal Signore”
(Proverbi 18:22).
Mogli amate teneramente i vostri mariti.
Le recenti statistiche
dell’ISTAT di questi giorni, hanno evidenziato in maniera molto chiara, che gli
uomini sono in gran parte degli ammammati. Circa il 76% vede la propria madre
dopo il matrimonio almeno una volta la settimana, mentre solo l’11%delle donne
si comporta nella stessa maniera. In più quasi tutti gli uomini dopo il
divorzio, tornano alle loro mamme mentre le donne preferiscono rimanere in
larga parte a vivere da sole.
Questo che cosa significa? Che bene o male, nolenti o dolenti, le mogli sono chiamate a
riempire quel vuoto che si è venuto a formare nella vita dell’uomo per il
distacco dalla madre. Meglio riempire questo vuoto che non ritrovarsi la
suocera fra i piedi: “Una donna virtuosa chi la troverà? Il suo pregio sorpassa
di molto quello delle perle. Il cuore di suo marito confida
in lei, ed egli non mancherà mai di provviste. Lei gli fa del bene, e
non del male, tutti i giorni della sua vita”. Fateci del bene
tutti i giorni (Proverbi 31:10-12).
Fratelli,
ricordiamoci che non viviamo in alberghi, nostra moglie non è una cameriera, ma
la regina della nostra famiglia. La moglie non è una serva, ma coerede della
grazia divina ma allo stesso tempo che il marito va amato e rispettato e non
trattato come un deficiente: “Ma d'altronde, anche fra di
voi, ciascuno individualmente ami sua moglie, come ama sé stesso; e altresì la
moglie rispetti il marito” ( Efesini 5:33).
8. MANCANZA DI PERDONO.
E importante
vivere la scuola del perdono: perdonare senza misura, senza mettersi a contare
le volte che perdoniamo “Allora Pietro si avvicinò
e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di
me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino
a settanta volte sette” (Matteo 18:21-22).
Perdonare non
significa mettere una pietra sopra, ma dimenticare senza riserve. Non prolunghiamo all’infinito il broncio,
l’offesa, il mutismo o peggio non ricambiamo mai il male con dispetti e
vendette. Perdoniamo e dimentichiamo. Non dobbiamo lasciar crescere la ruggine
nei rapporti di coppia: sarebbe un fare posto al diavolo che ne
approfitterebbe subito: “Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti
sopra la vostra ira e non fate posto al diavolo” (Efesini 4:26-27).
Tutti sbagliamo in molte cose, ci ricorda la Parola di Dio
(Giacomo 3:1-2). Non dobbiamo avere la pretesa di formare
o di domare il proprio coniuge, bisogna sapersi accettare l'un
l'altro con le proprie imperfezioni. Dobbiamo andare insieme a Gesù per
imparare da Lui con spirito di mansuetudine ed umiltà di cuore: “Prendete su
di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore;
e voi troverete riposo alle anime vostre” ( Matteo 11:29).
CONCLUSIONE.
La famiglia così come la Chiesa, è una istituzione
minacciata dal diavolo. Non è facile realizzare una famiglia felice se i
coniugi non si studiano di conformare o adattare sempre meglio il carattere
dell’uno a quello dell’altro e non sono disposti a sacrificare veramente il
proprio egoismo. Il segreto per una perfetta concordia, è riportato in
Filippesi 2:3-4: “Non fate nulla per spirito di
parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a sé
stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli
altri”. Nella vita familiare per esempio, bisogna dimenticare di parlare al
singolare. “Che cosa voglio? Che
cosa desidero? Che cosa è meglio per me? Ma bisogna dire: "Che cosa vogliamo? Cosa
desideriamo? Cosa è meglio per noi"?
E' necessario
discernere i comportamenti che turbano la vita di coppia, mostrandosi
disponibili a modificarli o a rimuoverli. I coniugi dovrebbero comprendere che
la vita insieme è un costante combattimento per
affrontare i problemi che essa stessa presenta e i conflitti che essa suscita.
In questo Dio è pronto ad aiutarci: “Non temiamo”.