ASSOLUTAMENTE CERTO!
Alcune cose sono vere ed
altre sono false: per me questo è un assioma, una verità così evidente da non
aver bisogno d'essere dimostrata. Ci sono però molte persone che evidentemente
non la pensano così. Oggi infatti va per la maggiore
dire: "Alcune cose sono o vere o false secondo la prospettiva dalla quale
le guardi. Il bianco è bianco e il nero è nero secondo le circostanze, e non
importa molto come lo chiami. La verità, naturalmente, è vera, ma sarebbe scortese, di cattivo gusto, dire che l'opposto è
menzogna. Non dobbiamo essere intolleranti, ma dobbiamo ricordarci del motto:
"Tante teste, tanti cervelli"
I nostri avi erano molto
attenti a rispettare i segni di confine; avevano idee molto precise sui punti
fissi della verità rivelata, ed erano molto tenaci nell'affermare ciò che essi
credevano essere scritturale. I loro campi erano protetti da siepi e da fossi, ma i loro figli hanno estirpato le siepi, riempito i
fossi, spianato tutto e le pietre confinarie le usano per giocare a cavallina.
Le scuole moderne di pensiero ridono delle incrollabili certezze dei Riformatori e dei Puritani. Vogliono avanzare
gloriosamente in quella che considerano larghezza di
vedute e fra un po' renderanno pubblico un patto di grande alleanza fra
paradiso ed inferno o, meglio, giungeranno ad un compromesso fra le due
istituzioni in termini di mutue concessioni, permettendo alla verità di camminare
fianco a fianco con la menzogna come il leone con l'agnello. Ciononostante, per
quanto mi riguarda, mi continuerò ad attenermi all'antiquata credenza che
alcune dottrine sono vere, e che le affermazioni diametralmente loro opposte
sono false.
Noi abbiamo una verità fissa da predicare, fratelli miei, e noi siamo stati
inviati da Dio nel mondo con un messaggio ben definito. Non siamo stati inviati
dal nostro Maestro con un mandato generale formulato in questi termini:
"Ciò che il vostro cuore vi porta a pensare e che la vostra testa inventa,
quello predicate. Tenetevi aggiornati ai tempi. Tutto ciò che la gente vorrà
udire, diteglielo, e saranno salvati!".
Nella Bibbia però c'è qualcosa di ben definito: non è una massa di cera pronta
da essere modellata a nostro piacimento, oppure un rotolo di stoffa da
tagliarsi secondo la moda prevalente.
Credere
dunque che esista qualcosa che sia verità, e qualcos'altro che sia menzogna,
che nella Bibbia vi siano verità e che l'Evangelo consista in qualcosa di ben
definito che deve essere creduto da tutti, determina ciò che insegniamo, come
pure il modo ben determinato di insegnare. Abbiamo a che fare con
persone che o saranno salvate o saranno perdute, e certamente queste non verranno salvate con dottrine erronee. Abbiamo a che fare
con Dio, del quale noi siamo servitori, e non verremo da lui onorati perché
abbiamo servito falsità, né riceveremo una ricompensa con questo
encomio: "Ben fatto, buono e fedele servitore, tu hai fatto scempio
dell'Evangelo più giudiziosamente di tutti quelli che sono venuti prima di
te". Ci troviamo in una posizione estremamente
seria, e dovremmo invece dire, nello spirito dell'antico Michea: "Come è
vero che il Signore vive, io dirò solo esattamente quello che il Signore mi
dirà".
Fratelli, in che cosa dobbiamo noi essere assolutamente certi? Beh, vi sono in
giro gentiluomini che immaginano che non esistano principi fissi su cui
basarsi. "Forse qualche dottrina", mi disse uno un giorno,
"Forse potremmo considerare come indiscutibili due o tre dottrine, forse
quella che in effetti un Dio esista. Non dovremmo però
essere troppo dogmatici sulla sua personalità. E' possibile dire molto in
favore del panteismo". Vi sono molti oggi che si insinuano
tra le file dei predicatori e che sostengono simili concezioni, ma sono
generalmente abbastanza furbi da nascondere l'ampiezza delle loro convinzioni
sotto la fraseologia tradizionale del cristianesimo.
Per quanto invece ci
riguarda, o, in ogni caso, per quanto riguarda me, io sono certo che vi sia un
Dio, e lo intendo predicare come una persona che ne sia
assolutamente certa. Egli è il Creatore del cielo e della terra, il Signore
della provvidenza e della grazia. Che il suo nome sia
benedetto per sempre! Non faremo alcuna questione o dibattito sulla Sua
persona.
Inoltre
siamo ugualmente certi che il libro chiamato "La Bibbia" è la Sua
Parola, ed è ispirato, non come può essere ispirato qualsiasi altra opera
letteraria di valore, ma in un senso infinitamente più alto. Dio ci guardi dal
rimanere intrappolati in tutti quei contorti ragionamenti e sofismi di coloro
che, abili nei giochi intellettuali lo interpretano in modo tale da negarne
alla fine ogni evidenza. E' un libro di divina produzione, è perfetto ed è
l'ultima corte di appello. Io non mi sognerei mai di
mettere in questione l'infallibilità della Sua Parola, perché per me questo
equivarrebbe solo ad una bestemmia.
Se, fratelli miei, noi
siamo in comunione con il Signore Gesù Cristo, non
possiamo essere condotti a dubitare i punti fondamentali dell'Evangelo, né
possiamo esserne incerti. Uno sguardo a quel capo coronato di spine ed a quelle
mani forate è la medicina più efficace per curare io "Dubbio moderno"
con tutte le sue fantasticherie. Come disse un giorno ad un amico un famoso
predicatore sul letto di morte: "Ho potuto avere uno scorcio
sull'eternità. Oh, se potessi tornare indietro e predicare ancora, come
predicherei in modo diverso da prima!".
Se volete essere certi, fratelli, date anche voi un rapido sguardo
sull'eternità!